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Chiello, l'artista in gara al Festival di Sanremo, ha un passato che non sembra essere lontano da quello del suo ospite, il cantante Morgan.
Lo spettro dei ricordi della storie del rapper, che è stato accusato di stalking la cantante Bugo, gli ha fatto pensare a farlo un'esperienza emozionante. Il titolo del disco "Agonia" e i suoi trascorsi burrascosi con le dipendenze fanno sì che tutte le domande per Chiello inizino con un «ma adesso come stai». Ma non è solo lo "sto bene" che arriva come risposta convincente, ma anche l'attitudine con la quale il cantautore affronta il palco per presentare il nuovo album.
Titolo impegnativo: «Quella parola è molto esistenziale. Il suo significato originale non è legato al concetto di dolore, ma alla lotta interna, al vivere in conflitto. È questo il fulcro del disco, anche se non ho ancora metabolizzato quale sia il mio conflitto interno».
Un passato nell'urban/rap con gli Fsk, ora si è spostato su un cantautorato rock, anche nell'estetica con giubbotto di pelle nera e stivali che guarda agli anni Zero, alla New York degli Strokes. La band mi ha fatto scoprire quel mondo e mi ha affascinato: così è cominciato il mio percorso di ricerca musicale.
E lì è arrivato alle porte di Minneapolis dove ha registrato l'album ai Pachyderm Studios di Steve Albini, già produttore di Nirvana, Pixies e altri.
Si sente oltre l'essere un outsider, sconosciuto al pubblico nazionale: "Con questo Sanremo mi metto in gioco. Ero annoiato e ho pensato di andare in gara. Non mi interessa il giudizio degli altri: ho più paura di deludere me stesso. Spero di arrivare ultimo".
La scelta della cover, del Tenco "Mi sono innamorato di te" a seguire con Morgan è una sfida che rischia di mettere in discussione la sua immagine pubblica. Lo spettro dei ricordi del caso Bugo, con il quale Chiello ha avuto un incidente sei anni fa, lo sta ancora pesando sullo schermo. "L'ho portato perché lo stimo molto come artista. Per me il suo 'Canzoni dell'appartamento' è uno dei dischi leggendari della musica italiana. Sarà comunque un onore avearlo con me".
Lo spettro dei ricordi della storie del rapper, che è stato accusato di stalking la cantante Bugo, gli ha fatto pensare a farlo un'esperienza emozionante. Il titolo del disco "Agonia" e i suoi trascorsi burrascosi con le dipendenze fanno sì che tutte le domande per Chiello inizino con un «ma adesso come stai». Ma non è solo lo "sto bene" che arriva come risposta convincente, ma anche l'attitudine con la quale il cantautore affronta il palco per presentare il nuovo album.
Titolo impegnativo: «Quella parola è molto esistenziale. Il suo significato originale non è legato al concetto di dolore, ma alla lotta interna, al vivere in conflitto. È questo il fulcro del disco, anche se non ho ancora metabolizzato quale sia il mio conflitto interno».
Un passato nell'urban/rap con gli Fsk, ora si è spostato su un cantautorato rock, anche nell'estetica con giubbotto di pelle nera e stivali che guarda agli anni Zero, alla New York degli Strokes. La band mi ha fatto scoprire quel mondo e mi ha affascinato: così è cominciato il mio percorso di ricerca musicale.
E lì è arrivato alle porte di Minneapolis dove ha registrato l'album ai Pachyderm Studios di Steve Albini, già produttore di Nirvana, Pixies e altri.
Si sente oltre l'essere un outsider, sconosciuto al pubblico nazionale: "Con questo Sanremo mi metto in gioco. Ero annoiato e ho pensato di andare in gara. Non mi interessa il giudizio degli altri: ho più paura di deludere me stesso. Spero di arrivare ultimo".
La scelta della cover, del Tenco "Mi sono innamorato di te" a seguire con Morgan è una sfida che rischia di mettere in discussione la sua immagine pubblica. Lo spettro dei ricordi del caso Bugo, con il quale Chiello ha avuto un incidente sei anni fa, lo sta ancora pesando sullo schermo. "L'ho portato perché lo stimo molto come artista. Per me il suo 'Canzoni dell'appartamento' è uno dei dischi leggendari della musica italiana. Sarà comunque un onore avearlo con me".