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Mario Burlò, un imprenditore torinese coinvolto in vari procedimenti giudiziari, ha finalmente trovato la liberazione dopo mesi di detenzione in Venezuela. Secondo quanto riportato durante uno dei processi contro di lui, era già noto all'ambiente giudiziario italiano che non poteva essere catturato, quindi sua reclusione in Venezuela fu una sorpresa per gli inquirenti.
La situazione di Burlò è stata definita "irreperibile" durante uno dei processi, ma solo nel novembre 2025 si è venuti a conoscenza dell'arresto e delle vaghe imputazioni di terrorismo. In Italia, Burlò è stato recentemente assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e il tribunale di Torino ha stralciato la sua posizione nel processo sul crack dell'Auxilium basket.
La famiglia di Mario Burlò si è espresso con un messaggio di ringraziamento per l'evolversi della situazione, affermando che "ci teniamo a ribadire che al signor Burlò non è stata formalizzata alcuna accusa" e chiedendo che la detenzione termini il più presto possibile. I suoi avvocati hanno anche affermato che la liberazione del loro cliente è "la cosa giusta".
Sulla condizione di salute di Burlò, si è espresso l'attivista colombiano Iván Colmenares García, che ha descriso come sia stato trattato in modo crudele e ingiusto. Il detenuto era costretto a trascorrere la maggior parte del tempo nella sua cella, con solo un'ora al giorno per andare al corridoio esterno dove poteva vedere il cielo. I guardie lo tenevano ammanettato e gli mettevano un cappuccio sulla testa.
La storia di Mario Burlò è ancora sconvolgente, ma la liberazione del suo nome è un segno di speranza per la sua famiglia e per tutti coloro che si sono preoccupati della sua salvezza.
La situazione di Burlò è stata definita "irreperibile" durante uno dei processi, ma solo nel novembre 2025 si è venuti a conoscenza dell'arresto e delle vaghe imputazioni di terrorismo. In Italia, Burlò è stato recentemente assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e il tribunale di Torino ha stralciato la sua posizione nel processo sul crack dell'Auxilium basket.
La famiglia di Mario Burlò si è espresso con un messaggio di ringraziamento per l'evolversi della situazione, affermando che "ci teniamo a ribadire che al signor Burlò non è stata formalizzata alcuna accusa" e chiedendo che la detenzione termini il più presto possibile. I suoi avvocati hanno anche affermato che la liberazione del loro cliente è "la cosa giusta".
Sulla condizione di salute di Burlò, si è espresso l'attivista colombiano Iván Colmenares García, che ha descriso come sia stato trattato in modo crudele e ingiusto. Il detenuto era costretto a trascorrere la maggior parte del tempo nella sua cella, con solo un'ora al giorno per andare al corridoio esterno dove poteva vedere il cielo. I guardie lo tenevano ammanettato e gli mettevano un cappuccio sulla testa.
La storia di Mario Burlò è ancora sconvolgente, ma la liberazione del suo nome è un segno di speranza per la sua famiglia e per tutti coloro che si sono preoccupati della sua salvezza.