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Il calo dei iscritti alle lingue straniere continua a dispiacere, ma l'Università di Torino sta cercando di farne un po' meno notizia.
La realtà è che il modo in cui studiamo le lingue sta cambiando. I giovani non studiano più soltanto una lingua, ma anche il software necessario per maneggiarla, come l'intelligenza artificiale. Ecco perché la nuova generazione di traduttori del futuro non è solo un appassionato di Shakespeare, ma anche un informatico della traduzione.
La contrazione degli iscritti al corso di lingue straniere continua ad essere un problema. Nel triennio Lingue e culture per il turismo cresce soltanto di +29%, mentre Lingue e letterature moderne scende del 31,63% dal 2024 al 2025. Inoltre, anche i magistrali subiscono una flessione, con una perdita del 21,43% degli iscritti.
Per questo motivo, l'Università di Torino sta cercando di innovare e rafforzare l'uso dell'intelligenza artificiale nella didattica. "Le tecnologie sono indispensabili ma la mediazione linguistica resta umana", spiega Marcella Costa, direttrice del dipartimento di Lingue. "Abbiamo rafforzato l’uso dell’intelligenza artificiale nella didattica e nella ricerca, come competenza professionale".
Il calo degli iscritti alle lingue straniere non è solo un problema italiano, ma globale. In diverse università del mondo, da Nottingham fino ad Harvard, i corsi di tedesco e di italiano vengono progressivamente ridimensionati o addirittura cancellati.
Ecco perché l'Università di Torino sta cercando di fare qualcosa di diverso. "I cali vanno letti con cautela: un corso con 250 iscritti resta solido e attrattivo", spiega Costa. "Nel 2023–2024 avevamo 391 matricole al triennio, anche grazie all’introduzione del coreano, che ha avuto un vero exploit".
La realtà è che il modo in cui studiamo le lingue sta cambiando. I giovani non studiano più soltanto una lingua, ma anche il software necessario per maneggiarla, come l'intelligenza artificiale. Ecco perché la nuova generazione di traduttori del futuro non è solo un appassionato di Shakespeare, ma anche un informatico della traduzione.
La contrazione degli iscritti al corso di lingue straniere continua ad essere un problema. Nel triennio Lingue e culture per il turismo cresce soltanto di +29%, mentre Lingue e letterature moderne scende del 31,63% dal 2024 al 2025. Inoltre, anche i magistrali subiscono una flessione, con una perdita del 21,43% degli iscritti.
Per questo motivo, l'Università di Torino sta cercando di innovare e rafforzare l'uso dell'intelligenza artificiale nella didattica. "Le tecnologie sono indispensabili ma la mediazione linguistica resta umana", spiega Marcella Costa, direttrice del dipartimento di Lingue. "Abbiamo rafforzato l’uso dell’intelligenza artificiale nella didattica e nella ricerca, come competenza professionale".
Il calo degli iscritti alle lingue straniere non è solo un problema italiano, ma globale. In diverse università del mondo, da Nottingham fino ad Harvard, i corsi di tedesco e di italiano vengono progressivamente ridimensionati o addirittura cancellati.
Ecco perché l'Università di Torino sta cercando di fare qualcosa di diverso. "I cali vanno letti con cautela: un corso con 250 iscritti resta solido e attrattivo", spiega Costa. "Nel 2023–2024 avevamo 391 matricole al triennio, anche grazie all’introduzione del coreano, che ha avuto un vero exploit".