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"La Leggenda di Garibaldi e la Battaglia per Roma"
Roma, 1848: i francesi erano arrivati con la loro potenza militare, ma cosa li avrebbe fermati? La risposta fu l'unisono degli italiani, guidati da due eroi del Risorgimento: Camillo Benso conte di Cavour e Giuseppe Garibaldi.
Garibaldi, quello che chiamavamo il "Desertiero", aveva già dimostrato la sua bravura nelle Cinque Giornate di Milano. Ora, con i suoi volontari napoletani, bersaglieri armati di determinazione, si avvicinò alle mura della città eterna. I francesi, guidati dall'audace generale Oudinot, non erano affatto convinti delle capacità dei italiani.
Oudinot disse con disprezzo: "Gli italiani non si battono". Ma il 29 aprile 1848, sotto la sua guida, i francesi persero mille uomini. Mille morti e feriti, solo per non riuscire a sconfiggere quegli italiani. Garibaldi, con la sua unione di patrioti da tutta Italia, aveva dimostrato che non si battevano solo.
"Venite con me", disse Garibaldi ai suoi compagni, "ovunque noi siamo, là è Repubblica". La Repubblica italiana era in lotta per la sua esistenza. E Garibaldi stava cercando di raggiungere Venezia, che ancora resisteva.
Ma per ora, il Risorgimento Italiano doveva attendere un po' più tempo prima che potesse consolidarsi nel suo trono.
Roma, 1848: i francesi erano arrivati con la loro potenza militare, ma cosa li avrebbe fermati? La risposta fu l'unisono degli italiani, guidati da due eroi del Risorgimento: Camillo Benso conte di Cavour e Giuseppe Garibaldi.
Garibaldi, quello che chiamavamo il "Desertiero", aveva già dimostrato la sua bravura nelle Cinque Giornate di Milano. Ora, con i suoi volontari napoletani, bersaglieri armati di determinazione, si avvicinò alle mura della città eterna. I francesi, guidati dall'audace generale Oudinot, non erano affatto convinti delle capacità dei italiani.
Oudinot disse con disprezzo: "Gli italiani non si battono". Ma il 29 aprile 1848, sotto la sua guida, i francesi persero mille uomini. Mille morti e feriti, solo per non riuscire a sconfiggere quegli italiani. Garibaldi, con la sua unione di patrioti da tutta Italia, aveva dimostrato che non si battevano solo.
"Venite con me", disse Garibaldi ai suoi compagni, "ovunque noi siamo, là è Repubblica". La Repubblica italiana era in lotta per la sua esistenza. E Garibaldi stava cercando di raggiungere Venezia, che ancora resisteva.
Ma per ora, il Risorgimento Italiano doveva attendere un po' più tempo prima che potesse consolidarsi nel suo trono.