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Un'udienza del Ministro Mario Burlò al Senato, una sfida a regime venezuelano. L'imprenditore torinese ha detto di aver trascorso quattro anni in prigione per il suo impegno politico e ora vuole rivincere la sua battaglia.
"Il carcere a Caracas non è un carcere, ma un campo di concentramento", ha affermato Burlò. Una parola che ricorda il regimeTotalitario nazista, ma anche quello di Stalin, in Unione Sovietica. Non solo per i condannati politici, ma anche per gli oppositori del governo e tutti coloro che non erano "amici" dell stato.
Burlò ha spiegato che durante la sua detenzione, ha visto le peggiori facce della tirania: i tortori, gli spietati funzionari del regime. E ora vuole ricambiare il male con il bene, aiutando i prigionieri politici venezuelani e tutti coloro che sono stati vittime del regime.
La sua audizione al Senato è stata un passo importante per l'Italia nel suo ruolo di osservatore globale. Il governo italiano ha chiesto spiegazioni al Ministro Burlò sull'impegno politico in Venezuela e su come intende aiutare i prigionieri politici.
"Il carcere a Caracas non è un carcere, ma un campo di concentramento", ha affermato Burlò. Una parola che ricorda il regimeTotalitario nazista, ma anche quello di Stalin, in Unione Sovietica. Non solo per i condannati politici, ma anche per gli oppositori del governo e tutti coloro che non erano "amici" dell stato.
Burlò ha spiegato che durante la sua detenzione, ha visto le peggiori facce della tirania: i tortori, gli spietati funzionari del regime. E ora vuole ricambiare il male con il bene, aiutando i prigionieri politici venezuelani e tutti coloro che sono stati vittime del regime.
La sua audizione al Senato è stata un passo importante per l'Italia nel suo ruolo di osservatore globale. Il governo italiano ha chiesto spiegazioni al Ministro Burlò sull'impegno politico in Venezuela e su come intende aiutare i prigionieri politici.