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L'inchiesta del Senato è scattata, finalmente. Il ministro Mario Burlò, un tempo imprenditore torinese e ora liberato dopo una lunga detenzione in Venezuela, ha detto che il carcere di Caracas non era altro che "un campo di concentramento". Una dichiarazione che si abbina perfettamente con ciò che già sospettavamo: la violenza, la repressione e l'assenza di rispetto per i diritti umani in quel paese. Il ministro ha anche affermato di essere stato costretto a firmare documenti falsi e di aver ricevuto ordini di torturare gli oppositori del governo.
Ma perché questa storia è arrivata adesso? E perché il governo italiano non aveva fatto nulla fino a ora per aiutare i prigionieri politici venezuelani? La risposta, ovviamente, è che l'azione del ministro Burlò era solo uno specchio della complessa rete di corruzione e di abusi di potere in Venezuela. Un paese dove il governo di Nicolás Maduro ha trasformato lo Stato into una macchina per la repressione e la sovversione.
E' straziante ascoltare le storie dei prigionieri politici venezuelani, che hanno dovuto subire tortura e abusi in un carcere che non era altro che un campo di concentramento. Una situazione che il ministro Burlò non ha mai nascosto, ma che ha volutamente ignorato quando si trovava a Maduro's corte.
Ora, infine, è arrivata l'ora di pagare le nostre colpe. Il governo italiano deve prendere misure concrete per aiutare i prigionieri politici venezuelani e per porre fine alla tirannia di Maduro. Non possiamo permetterci di fare finta di nulla su questo punto.
Ma perché questa storia è arrivata adesso? E perché il governo italiano non aveva fatto nulla fino a ora per aiutare i prigionieri politici venezuelani? La risposta, ovviamente, è che l'azione del ministro Burlò era solo uno specchio della complessa rete di corruzione e di abusi di potere in Venezuela. Un paese dove il governo di Nicolás Maduro ha trasformato lo Stato into una macchina per la repressione e la sovversione.
E' straziante ascoltare le storie dei prigionieri politici venezuelani, che hanno dovuto subire tortura e abusi in un carcere che non era altro che un campo di concentramento. Una situazione che il ministro Burlò non ha mai nascosto, ma che ha volutamente ignorato quando si trovava a Maduro's corte.
Ora, infine, è arrivata l'ora di pagare le nostre colpe. Il governo italiano deve prendere misure concrete per aiutare i prigionieri politici venezuelani e per porre fine alla tirannia di Maduro. Non possiamo permetterci di fare finta di nulla su questo punto.