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Elezioni, leader forti ma sbagliati. Una mentalità distruttiva che ci porta sempre a scelte catastrofiche. Sembra che non abbia fine questa ossessione per i leader autoritari e faziosi che promettono potere e sicurezza. Ognuno di noi sa bene che la storia è piena di esempi di presidenti degli Stati Uniti d’America che hanno perso le elezioni grazie alla loro incapacità di risolvere problemi reali.
Il caso del governatore della California Gavin Newsom ci rivela come spesso, quando siamo insicuri, preferiamo una persona sbagliata ma forte piuttosto che una persona giusta ma debole. Questa mentalità è un esempio evidente di come le operazioni di marketing elettorale possano fomentare paure e offrire soluzioni miracolose a pericoli inesistenti.
L'esempio del Presidente Jimmy Carter, che soccombette alle elezioni presidenziali statunitensi del 1980 grazie alla sua concorrenza con Ronald Reagan, è anche un esempio di come l'irrazionalità del potere possa portare al declino di leader razionali. Robert Kennedy, il pacifista che fu assassinato durante le primarie democratiche, e Al Gore, la cui intelligenza veniva derisa, sono altri due esempi di come un sistema che valorizza il muscolo fisico piuttosto che l'intelletto possa avere conseguenze devastanti.
L'importante è capire come questa mentalità distruttiva influenzi le nostre elezioni e come possiamo cambiare il corso della storia. La verità è che la soluzione a tutti i problemi non si trova nel muscolo fisico o nella capacità di promettere potere, ma nell'intelletto e nelle qualità positive dei leader.
Il passaggio letterario da Ficciones di Jorge Luis Borges, in particolare il racconto Le rovine circolari, ci fa riflettere sul fatto che la ricerca di un essere perfetto attraverso il sogno può portare solo a contraddizioni ragionevoli. Il protagonista, che cerca uno studente ideale per insegnargli lezioni, si rende conto che non poteva attendersi niente da quegli alunni che accettavano passivamente la sua dottrina.
Lo shock terapeutico di Trump ci ha fatto diventare tutti "individui", un esempio di come la verità possa cambiare il nostro modo di vivere. La soluzione a tutti i problemi è culturale, un salto introspettivo che ci dona una specie di immunità dalla manipolazione politica e mediatica.
Il caso del governatore della California Gavin Newsom ci rivela come spesso, quando siamo insicuri, preferiamo una persona sbagliata ma forte piuttosto che una persona giusta ma debole. Questa mentalità è un esempio evidente di come le operazioni di marketing elettorale possano fomentare paure e offrire soluzioni miracolose a pericoli inesistenti.
L'esempio del Presidente Jimmy Carter, che soccombette alle elezioni presidenziali statunitensi del 1980 grazie alla sua concorrenza con Ronald Reagan, è anche un esempio di come l'irrazionalità del potere possa portare al declino di leader razionali. Robert Kennedy, il pacifista che fu assassinato durante le primarie democratiche, e Al Gore, la cui intelligenza veniva derisa, sono altri due esempi di come un sistema che valorizza il muscolo fisico piuttosto che l'intelletto possa avere conseguenze devastanti.
L'importante è capire come questa mentalità distruttiva influenzi le nostre elezioni e come possiamo cambiare il corso della storia. La verità è che la soluzione a tutti i problemi non si trova nel muscolo fisico o nella capacità di promettere potere, ma nell'intelletto e nelle qualità positive dei leader.
Il passaggio letterario da Ficciones di Jorge Luis Borges, in particolare il racconto Le rovine circolari, ci fa riflettere sul fatto che la ricerca di un essere perfetto attraverso il sogno può portare solo a contraddizioni ragionevoli. Il protagonista, che cerca uno studente ideale per insegnargli lezioni, si rende conto che non poteva attendersi niente da quegli alunni che accettavano passivamente la sua dottrina.
Lo shock terapeutico di Trump ci ha fatto diventare tutti "individui", un esempio di come la verità possa cambiare il nostro modo di vivere. La soluzione a tutti i problemi è culturale, un salto introspettivo che ci dona una specie di immunità dalla manipolazione politica e mediatica.