L'Ocidente si trova davanti una sfida esistenziale, che spazia dall'economia alla politica, dalla morale all'ordine civile. Mike Pompeo, l'ex segretario di Stato degli Stati Uniti e direttore della CIA, ha recentemente espresso la sua visione su questo tema in un incontro con Maurizio Molinari.
Pompeo sostiene che il mondo è cambiato profondamente, sia dal punto di vista delle tecnologie che delle popolazioni. L'Occidente si è reso dipendente troppo da Pechino, utilizzando le sue risorse e la sua tecnologia per comodità economica e pigrizia politica. Tuttavia, secondo Pompeo, questo modello non è solido e può essere facilmente infranto.
Il punto centrale della critica di Pompeo è che l'Occidente ha perso fiducia in se stesso e nelle sue istituzioni. Invece di lavorare per rafforzare le proprie basi, si concentrano su una cooperazione con Pechino che può essere facile ma non solida. Il risultato è un sistema globale che è più fragile e debole.
Pompeo sostiene che l'Europa deve capire che il problema della Cina non è solo economico o tecnologico, ma anche politico e culturale. La Cina sta lavorando per delegittimare il ruolo storico dell'Occidente e convincerlo di non meritare più la leadership globale.
Per Pompeo, l'Europa deve rafforzare le proprie difese, sicurezza e autonomia strategica. Tuttavia, è importante notare che la cooperazione più importante non è militare o economica, ma psicologica e culturale. Dobbiamo credere in noi stessi e nelle nostre istituzioni per poter affrontare la sfida globale.
Il futuro della NATO è anche oggetto di discussione tra Pompeo e i suoi interlocutori. Tuttavia, Pompeo sostiene che l'Alleanza deve evolversi per affrontare le minacce ibride, cyber e di influenza sistemica cinese.
In conclusione, la visione di Pompeo su Pechino e sull'impatto globale della Cina è molto critica. Egli sostiene che l'Occidente non può permettersi di essere troppo dipendente da Pechino e che deve rafforzare le proprie basi per affrontare la sfida globale.
"Se pensiamo di non essere diversi, siamo destinati a diventare come loro", conclude Pompeo. "Io resto 'long' sulla civiltà occidentale, scommetto che ce la faremo."
Pompeo sostiene che il mondo è cambiato profondamente, sia dal punto di vista delle tecnologie che delle popolazioni. L'Occidente si è reso dipendente troppo da Pechino, utilizzando le sue risorse e la sua tecnologia per comodità economica e pigrizia politica. Tuttavia, secondo Pompeo, questo modello non è solido e può essere facilmente infranto.
Il punto centrale della critica di Pompeo è che l'Occidente ha perso fiducia in se stesso e nelle sue istituzioni. Invece di lavorare per rafforzare le proprie basi, si concentrano su una cooperazione con Pechino che può essere facile ma non solida. Il risultato è un sistema globale che è più fragile e debole.
Pompeo sostiene che l'Europa deve capire che il problema della Cina non è solo economico o tecnologico, ma anche politico e culturale. La Cina sta lavorando per delegittimare il ruolo storico dell'Occidente e convincerlo di non meritare più la leadership globale.
Per Pompeo, l'Europa deve rafforzare le proprie difese, sicurezza e autonomia strategica. Tuttavia, è importante notare che la cooperazione più importante non è militare o economica, ma psicologica e culturale. Dobbiamo credere in noi stessi e nelle nostre istituzioni per poter affrontare la sfida globale.
Il futuro della NATO è anche oggetto di discussione tra Pompeo e i suoi interlocutori. Tuttavia, Pompeo sostiene che l'Alleanza deve evolversi per affrontare le minacce ibride, cyber e di influenza sistemica cinese.
In conclusione, la visione di Pompeo su Pechino e sull'impatto globale della Cina è molto critica. Egli sostiene che l'Occidente non può permettersi di essere troppo dipendente da Pechino e che deve rafforzare le proprie basi per affrontare la sfida globale.
"Se pensiamo di non essere diversi, siamo destinati a diventare come loro", conclude Pompeo. "Io resto 'long' sulla civiltà occidentale, scommetto che ce la faremo."