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Il mondo è davanti a una crisi senza precedenti: non solo economica e militare, ma anche politica, morale e civile. L'Occidente si trova di fronte a un nemico che è cambiato radicalmente e che minaccia la sua stessa esistenza.
La Cina, in particolare, è diventata una potenza globale che cerca di delegittimare il ruolo storico dell'Occidente e di convincere gli altri di non meritare più la leadership globale. Il Partito comunista cinese controlla quasi tutto ciò che conta: le università, la ricerca, le imprese, le banche, i fondi privati.
Il problema è che l'Occidente si trova in una situazione di dipendenza economica e culturale. La Cina offre risorse e tecnologie a prezzi ridotti, mentre l'Occidente si trova a dover pagare un prezzo altissimo per non essere superati.
Il segretario di Stato americano Mike Pompeo è uno dei pochi che si sono resi conto della gravità della situazione. Secondo lui, il mondo è diviso in "buoni" e "cattivi". Gli Stati Uniti ed Europa sono i "buoni", mentre Russia, Cina, Iran e Corea del Nord sono i "cattivi".
Ma Pompeo è anche consapevole che l'Europa non può reggere da sola. È necessario un cambiamento di civiltà, generazionale, prima ce ne rendiamo conto e meglio è.
Il problema è che la Cina sta costruendo una rete di infrastrutture in tutto il mondo, che include università, porti e leve di condizionamento politico. La Corruzione, il dumping e la dipendenza sono i pilastri del modello basato da Pechino.
La fiducia è l'elemento più importante. Non si misura nelle dichiarazioni politiche, ma nei comportamenti reali. Dove vogliono andare a vivere i giovani? In quale valuta si custodisce la ricchezza?
Il segretario di Stato americano ha risposto che "in Cina non avrebbe potuto farla questa domanda". Significa che l'Occidente deve essere più coraggioso e fiducioso nella sua civiltà occidentale.
La crisi globale è una sfida esistenziale, ma non è impossibile vincerla. È necessario un cambiamento di mentalità, un rinnovamento della civiltà occidentale e una maggiore consapevolezza delle minacce che ci attendono.
La Chiesa cattolica ha sempre detto: "non si può parlare d'amore senza mostrare la croce". La stessa cosa deve dire l'Occidente, altrimenti sarà costretto a convertire tutti i suoi beni in renminbi.
La Cina, in particolare, è diventata una potenza globale che cerca di delegittimare il ruolo storico dell'Occidente e di convincere gli altri di non meritare più la leadership globale. Il Partito comunista cinese controlla quasi tutto ciò che conta: le università, la ricerca, le imprese, le banche, i fondi privati.
Il problema è che l'Occidente si trova in una situazione di dipendenza economica e culturale. La Cina offre risorse e tecnologie a prezzi ridotti, mentre l'Occidente si trova a dover pagare un prezzo altissimo per non essere superati.
Il segretario di Stato americano Mike Pompeo è uno dei pochi che si sono resi conto della gravità della situazione. Secondo lui, il mondo è diviso in "buoni" e "cattivi". Gli Stati Uniti ed Europa sono i "buoni", mentre Russia, Cina, Iran e Corea del Nord sono i "cattivi".
Ma Pompeo è anche consapevole che l'Europa non può reggere da sola. È necessario un cambiamento di civiltà, generazionale, prima ce ne rendiamo conto e meglio è.
Il problema è che la Cina sta costruendo una rete di infrastrutture in tutto il mondo, che include università, porti e leve di condizionamento politico. La Corruzione, il dumping e la dipendenza sono i pilastri del modello basato da Pechino.
La fiducia è l'elemento più importante. Non si misura nelle dichiarazioni politiche, ma nei comportamenti reali. Dove vogliono andare a vivere i giovani? In quale valuta si custodisce la ricchezza?
Il segretario di Stato americano ha risposto che "in Cina non avrebbe potuto farla questa domanda". Significa che l'Occidente deve essere più coraggioso e fiducioso nella sua civiltà occidentale.
La crisi globale è una sfida esistenziale, ma non è impossibile vincerla. È necessario un cambiamento di mentalità, un rinnovamento della civiltà occidentale e una maggiore consapevolezza delle minacce che ci attendono.
La Chiesa cattolica ha sempre detto: "non si può parlare d'amore senza mostrare la croce". La stessa cosa deve dire l'Occidente, altrimenti sarà costretto a convertire tutti i suoi beni in renminbi.