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Bianca Pitzorno è la scrittrice che sa raccontare le storie più belle della Sardegna di fine '800. La sua nuova pubblicazione, "La Sonnambula", è un romanzo che ci trasporta nel cuore del Nord Sardegna, dove la vita era semplice, ma piena di emozioni e storie.
La protagonista, Ofelia Rossi, incarna la forza, l'inventiva e l'empatia più grande: l'empatia. Bianca Pitzorno ci fa scoprire come, a partire da una pubblicità che ha trovato in un quotidiano della sua città d'origine, Sassari, si è costruita la storia di questa donna, unica e speciale. La donna diventa la "sonnambula", parola che all'epoca non significava una persona che cammina addormentata bensì una medium o sensibile.
Il ritaglio della pubblicità fu il primo di una serie di scoperte per Bianca, che ha raccolto aneddoti incredibili sulla sua città, come quello dei vasi da notte. Per legge si potevano svuotare per strada ma anticipando il gesto gridando per tre volte "vattene da sotto".
Le donne che vanno da Ofelia raccontano la condizione femminile dell'epoca, dove la donna aveva poche scelte. Bianca ci fa scoprire che la situazione è cambiata dopo la Seconda guerra mondiale, con il cambio del diritto di famiglia e l'invenzione della pillola anticoncezionale.
Un altro aneddoto per Bianca è quello su Michela De Cesare, donna coraggiosa che combatteva al fianco di un compagno brigante. La persona che l'aveva stanata dal suo nascondiglio e scoperta era il bisnonno di Bianca. Questa storia gli ha sempre commosso.
Ofelia Rossi è una sonnambula cinque o sei volte nella vita, il resto del tempo finge. La vera sonnambula si chiamava Elisa Morello, ma Bianca le ha costruito un passato, momenti di trance e visioni che all'inizio erano scambiati per attacchi di epilessia.
Il vero dono di Ofelia è l'empatia, una donna dotata di grande empatia. Riesce a far parlare le sue clienti, capire il loro modo di pensare e inventarsi delle risposte che vadano bene.
Nel salotto dove Ofelia riceve si fa strada la consapevolezza tra donne, dove le donne mostravano pietà per la bimba rapita e venduta, gli uomini si focalizzavano sulla fortuna che aveva avuto a diventare regina dell'harem.
Nel romanzo ci sono molti tipi di uomini, come il Pietrificatore, Corrado e Catullo, che simboleggia l'uomo che decide di lasciare il suo lavoro per seguire Ofelia al circo. Bianca ci fa scoprire come Catullo abbia iniziato l'indagine psicologica dell'animo umano.
Nel romanzo trapela il divertimento che lei prova nello scrivere e la gratitudine verso le persone della sua città d'origine che ne hanno preservato il passato.
La protagonista, Ofelia Rossi, incarna la forza, l'inventiva e l'empatia più grande: l'empatia. Bianca Pitzorno ci fa scoprire come, a partire da una pubblicità che ha trovato in un quotidiano della sua città d'origine, Sassari, si è costruita la storia di questa donna, unica e speciale. La donna diventa la "sonnambula", parola che all'epoca non significava una persona che cammina addormentata bensì una medium o sensibile.
Il ritaglio della pubblicità fu il primo di una serie di scoperte per Bianca, che ha raccolto aneddoti incredibili sulla sua città, come quello dei vasi da notte. Per legge si potevano svuotare per strada ma anticipando il gesto gridando per tre volte "vattene da sotto".
Le donne che vanno da Ofelia raccontano la condizione femminile dell'epoca, dove la donna aveva poche scelte. Bianca ci fa scoprire che la situazione è cambiata dopo la Seconda guerra mondiale, con il cambio del diritto di famiglia e l'invenzione della pillola anticoncezionale.
Un altro aneddoto per Bianca è quello su Michela De Cesare, donna coraggiosa che combatteva al fianco di un compagno brigante. La persona che l'aveva stanata dal suo nascondiglio e scoperta era il bisnonno di Bianca. Questa storia gli ha sempre commosso.
Ofelia Rossi è una sonnambula cinque o sei volte nella vita, il resto del tempo finge. La vera sonnambula si chiamava Elisa Morello, ma Bianca le ha costruito un passato, momenti di trance e visioni che all'inizio erano scambiati per attacchi di epilessia.
Il vero dono di Ofelia è l'empatia, una donna dotata di grande empatia. Riesce a far parlare le sue clienti, capire il loro modo di pensare e inventarsi delle risposte che vadano bene.
Nel salotto dove Ofelia riceve si fa strada la consapevolezza tra donne, dove le donne mostravano pietà per la bimba rapita e venduta, gli uomini si focalizzavano sulla fortuna che aveva avuto a diventare regina dell'harem.
Nel romanzo ci sono molti tipi di uomini, come il Pietrificatore, Corrado e Catullo, che simboleggia l'uomo che decide di lasciare il suo lavoro per seguire Ofelia al circo. Bianca ci fa scoprire come Catullo abbia iniziato l'indagine psicologica dell'animo umano.
Nel romanzo trapela il divertimento che lei prova nello scrivere e la gratitudine verso le persone della sua città d'origine che ne hanno preservato il passato.