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Un omicidio tremendo che ha lasciato un profondo segno nella comunità di Mira, in provincia di Venezia. Il 24enne Sergiu Tarna, un barman moldavo, è stato ucciso nel suo posto di lavoro a malapena una settimana fa, il 31 dicembre alle 3 del mattino. La vittima era stato ferito con un colpo di pistola alla fronte, ma non sopravvissuto.
Secondo l'indagine condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Venezia, lo scontro tra la vittima e il suo aggressore sarebbe avvenuto a Gorizia, dove il killer, un vigile dal confine orientale, avrebbe incontrato la sua complice per pianificare l'omicidio.
La complice, un uomo albanese, sarebbe fuggito in Spagna dopo essere stato portato da Salvagno a Gorizia. La polizia ha arrestato il killer e il suo complice solo quando è arrivato a Valencia e si è fatto prendere in auto. Ma la pista più interessante della vicenda è stata rivelata durante l'interrogatorio del vigile, Riccardo Salvagno, che sostiene di aver sparato per sbaglio.
Salvagno sostiene che il killer gli avrebbe chiesto di portarlo a Gorizia per incontrare la complice e che lui si fosse trovato in mezzo al disastro. "Stavo semplicemente facendo il mio lavoro, non avevo intenzione di sparare", ha detto Salvagno durante l'interrogatorio.
Tuttavia, i magistrati hanno espresso delle riserve sul racconto del killer e hanno chiesto a Salvagno di fornire più informazioni. La vicenda è ancora in corso di indagine e non si conoscono ancora le motivazioni che hanno portato a questo tragico omicidio.
Un omicidio che ha lasciato un profondo segno nella comunità locale, e che continua ad essere oggetto di attenzione da parte della polizia e dei magistrati.
Secondo l'indagine condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Venezia, lo scontro tra la vittima e il suo aggressore sarebbe avvenuto a Gorizia, dove il killer, un vigile dal confine orientale, avrebbe incontrato la sua complice per pianificare l'omicidio.
La complice, un uomo albanese, sarebbe fuggito in Spagna dopo essere stato portato da Salvagno a Gorizia. La polizia ha arrestato il killer e il suo complice solo quando è arrivato a Valencia e si è fatto prendere in auto. Ma la pista più interessante della vicenda è stata rivelata durante l'interrogatorio del vigile, Riccardo Salvagno, che sostiene di aver sparato per sbaglio.
Salvagno sostiene che il killer gli avrebbe chiesto di portarlo a Gorizia per incontrare la complice e che lui si fosse trovato in mezzo al disastro. "Stavo semplicemente facendo il mio lavoro, non avevo intenzione di sparare", ha detto Salvagno durante l'interrogatorio.
Tuttavia, i magistrati hanno espresso delle riserve sul racconto del killer e hanno chiesto a Salvagno di fornire più informazioni. La vicenda è ancora in corso di indagine e non si conoscono ancora le motivazioni che hanno portato a questo tragico omicidio.
Un omicidio che ha lasciato un profondo segno nella comunità locale, e che continua ad essere oggetto di attenzione da parte della polizia e dei magistrati.