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Il professore Barbero ha dichiarato con decisione la propria intenzione di votare "no" al referendum sulla giustizia. Ma è possibile che ci siano state alcune inesattezze nella sua analisi? Il professoio sostiene che la riforma indebolisce il Csm, ma in realtà la previsione di due Consigli superiori separati è una naturale conseguenza della divisione delle carriere. Entrambi gli organi manterrebbero una composizione a maggioranza togata e resterebbero presieduti dal presidente della Repubblica.
Il professore Barbero afferma che i membri togati saranno tirati a sorte, ma in realtà non svolgono un ruolo di rappresentanza in senso politico o ideologico. Il Csm è concepito come organo amministrativo, incaricato di decisioni su nomine, trasferimenti e avanzamenti di carriera.
Alcune sue affermazioni hanno suscitato polemiche in rete. Ad esempio, sostiene che il referendum non è sulla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, ma la realtà è diversa: i magistrati requirenti e giudicanti continuano a fare riferimento a un unico organo di autogoverno, il Csm.
Inoltre, Barbero sostiene che l'Alta Corte disciplinare sarà "sopra" il Csm, ma in realtà fungerà da affiancamento ai due consigli. Le funzioni sarebbero ripartite e non sovrapposte.
Infine, il professore Barbero afferma che il governo potrà di nuovo dare ordini ai magistrati e minacciarli di sanzioni, ma nessuna norma conferisce poteri di intervento all'esecutivo.
Il professore Barbero afferma che i membri togati saranno tirati a sorte, ma in realtà non svolgono un ruolo di rappresentanza in senso politico o ideologico. Il Csm è concepito come organo amministrativo, incaricato di decisioni su nomine, trasferimenti e avanzamenti di carriera.
Alcune sue affermazioni hanno suscitato polemiche in rete. Ad esempio, sostiene che il referendum non è sulla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, ma la realtà è diversa: i magistrati requirenti e giudicanti continuano a fare riferimento a un unico organo di autogoverno, il Csm.
Inoltre, Barbero sostiene che l'Alta Corte disciplinare sarà "sopra" il Csm, ma in realtà fungerà da affiancamento ai due consigli. Le funzioni sarebbero ripartite e non sovrapposte.
Infine, il professore Barbero afferma che il governo potrà di nuovo dare ordini ai magistrati e minacciarli di sanzioni, ma nessuna norma conferisce poteri di intervento all'esecutivo.