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Il caso Becciu ha un'ennesima svolta, questa volta con un'orchestra di difese che si lanciano contro l'accusa con ferocia. I legali del Processo contro il monsignore Angelo Becciu hanno chiesto di acquisire gli atti del caso Striano, che sembrerebbe essere collegato al caso in corso. I difensori di Tirabassi e Mincione sostengono che Striano non ha risposto all'interrogatorio, mentre i legali contestano altre nullità nella mancata consegna di atti decisivi per dimostrare l'innocenza del loro assistito.
Il caso Striano sembra essere un filo rosso che collega gli spionaggi di Pasquale Striano all'enigma del processo a Becciu. I legali sostengono che la logica ci dice che a chiedere questi accessi non poteva che essere una persona delle istituzioni a conoscenza di questa storia, ma non siamo in grado di dire chi - dice Cataldo Intieri.
I difensori di Becciu, Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, sostengono invece che è l'ennesima prova di radicale nullità di questo processo. I legali contestano anche altre nullità nella mancata consegna di atti decisivi per dimostrare l'innocenza del loro assistito, come le chat nelle quali Diddi avrebbe concordato con la Papessa Francesca Chaouqui e la nobildonna ex analista dei Servizi Genevieve Ciferri il memoriale di monsignor Alberto Perlasca.
Ma il problema è che questo processo sembra essere una maschera per nascondere qualcosa. I legali sostengono che Becciu non avrebbe comunque intascato una lira dei soldi presuntamente sottratti ai fondi riservati della Segreteria di stato vaticana, e che la storia del memoriale di Perlasca è solo un esempio di come questo processo stia cercando di nascondere la verità.
Il caso Becciu sembra essere un caso di inganno, con una serie di difese che si lanciano contro l'accusa per dimostrare l'innocenza del loro assistito. Ma il problema è che non siamo certi se sia così o no. Ecco perché queste udienze proseguiranno domani e giovedì, senza escludere altri colpi di scena.
Il caso Striano sembra essere un filo rosso che collega gli spionaggi di Pasquale Striano all'enigma del processo a Becciu. I legali sostengono che la logica ci dice che a chiedere questi accessi non poteva che essere una persona delle istituzioni a conoscenza di questa storia, ma non siamo in grado di dire chi - dice Cataldo Intieri.
I difensori di Becciu, Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, sostengono invece che è l'ennesima prova di radicale nullità di questo processo. I legali contestano anche altre nullità nella mancata consegna di atti decisivi per dimostrare l'innocenza del loro assistito, come le chat nelle quali Diddi avrebbe concordato con la Papessa Francesca Chaouqui e la nobildonna ex analista dei Servizi Genevieve Ciferri il memoriale di monsignor Alberto Perlasca.
Ma il problema è che questo processo sembra essere una maschera per nascondere qualcosa. I legali sostengono che Becciu non avrebbe comunque intascato una lira dei soldi presuntamente sottratti ai fondi riservati della Segreteria di stato vaticana, e che la storia del memoriale di Perlasca è solo un esempio di come questo processo stia cercando di nascondere la verità.
Il caso Becciu sembra essere un caso di inganno, con una serie di difese che si lanciano contro l'accusa per dimostrare l'innocenza del loro assistito. Ma il problema è che non siamo certi se sia così o no. Ecco perché queste udienze proseguiranno domani e giovedì, senza escludere altri colpi di scena.