VoceDiRimini
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Milano Cortina, il paese dei sogni delle atlete. Il ministro del Sport Andrea Abodi ha espresso la sua fiducia: "Siamo sulla buona strada". Questa affermazione è stata pronunciata durante la conferenza stampa sulle iniziative per il Giorno del Ricordo, un evento che celebra i martiri delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.
Ma cosa significa questa frase per gli atleti italiani? Per Abodi, significa che il paese sta maturando nel campo della competitività. "Spesso eravamo in passato espressione di talenti in alcune discipline, oggi li portiamo in finale in tutte le competizioni". Questo è un fatto che consola, ma anche una sfida: non si può mai fermarsi.
Abodi ha anche sottolineato l'importanza dell'impegno e del lavoro degli atleti. "Non vorrei che si desse per scontato: quello che si raccoglie è solo una parte dello sforzo e dell'impegno". Questo impegno, infatti, testimonia la qualità e il talento degli atleti italiani, ma anche dei tecnici.
La squadra azzurra sta cercando di stabilire un record di medaglie in questi Giochi olimpici. Ma Abodi non vuole che questo record diventi un obiettivo solitario. "Ci saranno giorni più generosi, giorni un po' meno", ma la vera questione è: come questi atleti si comportano non solo nella vittoria, ma anche nella sconfitta? Come gestiscono il loro tempo, partecipano alla competizione e rispettano l'avversario?
La risposta a queste domande, per Abodi, sta nel modo in cui gli atleti italiani si comportano. "Sanno stare in gioco, partecipare alla competizione e rispettare l'avversario". Questo è il vero segreto del successo, non solo nella vittoria, ma anche nella sconfitta.
Ecco, allora, la sfida che si presenta a Milano Cortina: come possiamo mantenere questo livello di competitività e di impegno? Come possiamo aiutare i nostri atleti italiani a raggiungere il massimo della loro potenzialità?
La risposta, forse, sta nella continuità. Continua l'impegno, la dedizione, la passione. E magari, un po' di fortuna.
Ma per ora, non c'è da fermarsi. Siamo sulla buona strada.
Ma cosa significa questa frase per gli atleti italiani? Per Abodi, significa che il paese sta maturando nel campo della competitività. "Spesso eravamo in passato espressione di talenti in alcune discipline, oggi li portiamo in finale in tutte le competizioni". Questo è un fatto che consola, ma anche una sfida: non si può mai fermarsi.
Abodi ha anche sottolineato l'importanza dell'impegno e del lavoro degli atleti. "Non vorrei che si desse per scontato: quello che si raccoglie è solo una parte dello sforzo e dell'impegno". Questo impegno, infatti, testimonia la qualità e il talento degli atleti italiani, ma anche dei tecnici.
La squadra azzurra sta cercando di stabilire un record di medaglie in questi Giochi olimpici. Ma Abodi non vuole che questo record diventi un obiettivo solitario. "Ci saranno giorni più generosi, giorni un po' meno", ma la vera questione è: come questi atleti si comportano non solo nella vittoria, ma anche nella sconfitta? Come gestiscono il loro tempo, partecipano alla competizione e rispettano l'avversario?
La risposta a queste domande, per Abodi, sta nel modo in cui gli atleti italiani si comportano. "Sanno stare in gioco, partecipare alla competizione e rispettare l'avversario". Questo è il vero segreto del successo, non solo nella vittoria, ma anche nella sconfitta.
Ecco, allora, la sfida che si presenta a Milano Cortina: come possiamo mantenere questo livello di competitività e di impegno? Come possiamo aiutare i nostri atleti italiani a raggiungere il massimo della loro potenzialità?
La risposta, forse, sta nella continuità. Continua l'impegno, la dedizione, la passione. E magari, un po' di fortuna.
Ma per ora, non c'è da fermarsi. Siamo sulla buona strada.