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In Italia, è iniziato ad apparire un nuovo fenomeno: gli sci elettrici. Lo sciatore Nicola Colombo, fondatore di una startup svizzera, ha lanciato le prime unità sul mercato a fine dicembre. Sono costanti 5000 euro, uno sforzo fisico ridotto, una maggiore sicurezza e un modo per portare nuove persone a fare sci alpinismo.
I primi provi sono stati fatti in Svizzera, ma la startup si concentra anche sul mercato italiano. Il passo è agile e leggero, grazie ad una serie di sensori nascosti nella struttura dello sciatore. La batteria si trova all'innanzitutto davanti allo scarpone, il motore fa girare una seconda pelle di trazione che sostiene il passo. Soprattutto per chi non ha mai fatto sci alpinismo, ci vuole un po’ di pratica per adattarsi agli e-ski.
Lo sport si chiamerà sci trekking. Una volta arrivati in cima, tolgono batteria, motore, nastro e pelle di foca. Si saldano le due cavità che permettono al nastro di scorrere attorno allo sciatore con dei tappi. Si mette tutto nello zaino, si settano gli attacchi in modalità discesa e si è pronti a curvare giù verso la valle.
Gli e-ski sono un prodotto di nicchia, non per tutte le tasche. Costano intorno ai cinquemila euro. L'obiettivo di Colombo è di arrivare a produrne qualche migliaio l'anno. Ma il modello di business a cui sta pensando non è solo la vendita al singolo privato. Il noleggio è un’opzione, ma anche gli accordi con resort e tour operator: «A febbraio andremo in Finlandia. Ci hanno richiesto molto in quelle zone perché lì fanno molte camminate, escursioni sulle neve. Portano i turisti a vedere l’aurora boreale, tendenzialmente con le ciaspole. Gli sci elettrici sono un’altra possibilità che permette di avere stabilità in neve fresca».
I primi provi sono stati fatti in Svizzera, ma la startup si concentra anche sul mercato italiano. Il passo è agile e leggero, grazie ad una serie di sensori nascosti nella struttura dello sciatore. La batteria si trova all'innanzitutto davanti allo scarpone, il motore fa girare una seconda pelle di trazione che sostiene il passo. Soprattutto per chi non ha mai fatto sci alpinismo, ci vuole un po’ di pratica per adattarsi agli e-ski.
Lo sport si chiamerà sci trekking. Una volta arrivati in cima, tolgono batteria, motore, nastro e pelle di foca. Si saldano le due cavità che permettono al nastro di scorrere attorno allo sciatore con dei tappi. Si mette tutto nello zaino, si settano gli attacchi in modalità discesa e si è pronti a curvare giù verso la valle.
Gli e-ski sono un prodotto di nicchia, non per tutte le tasche. Costano intorno ai cinquemila euro. L'obiettivo di Colombo è di arrivare a produrne qualche migliaio l'anno. Ma il modello di business a cui sta pensando non è solo la vendita al singolo privato. Il noleggio è un’opzione, ma anche gli accordi con resort e tour operator: «A febbraio andremo in Finlandia. Ci hanno richiesto molto in quelle zone perché lì fanno molte camminate, escursioni sulle neve. Portano i turisti a vedere l’aurora boreale, tendenzialmente con le ciaspole. Gli sci elettrici sono un’altra possibilità che permette di avere stabilità in neve fresca».