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L'aspirina, un farmaco antico e popolarissimo, è stato oggetto di polemiche dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il presidente ha affermato di assumere da oltre 25 anni una dose di 325 grammi di acido acetilsalicilico per rendere il sangue più fluido. Ma cosa c'è di vero? E soprattutto, quando l'aspirina aiuta davvero e quando può fare più male che bene?
L'aspirina è un potente antinfiammatorio che funziona inibendo l'enzima COX-1, con riduzione della produzione di trombossano A2. Il risultato è una minore capacità del sangue di formare trombi, meccanismo utile per prevenire infarti e ictus ischemici. Tuttavia, questo stesso effetto può aumentare il rischio di sanguinamento.
Il dosaggio dell'aspirina è un punto di discussione. Quando indicata, l'aspirina va prescritta alla dose più bassa efficace, in genere 75-100 mg al giorno. Dosaggi più alti, come i 325 mg citati da Trump, offrono una protezione cardiovascolare superiore, ma aumentano in modo netto il rischio di sanguinamento gastrointestinale e intracranico.
La prevenzione cardiovascolare è un'altra questione importante. La letteratura scientifica ha chiarito con maggiore precisione chi trae beneficio dall'aspirina. La distinzione chiave è tra prevenzione secondaria e prevenzione primaria. Nel primo caso, il beneficio dell'aspirina è solido e ben documentato per pazienti che hanno già avuto un infarto, un ictus o sono stati sottoposti a interventi coronarici.
Più controversa, invece, è la prevenzione primaria. Tre grandi trial randomizzati pubblicati tra il 2018 e il 2022 hanno dimostrato che, negli adulti sani o con rischio moderato, il beneficio cardiovascolare è minimo e spesso annullato dall'aumento delle complicanze emorragiche.
I lividi sulle mani mostrati da Trump sono un effetto collaterale compatibile con l'uso prolungato di antiaggreganti. Le caviglie gonfie, invece, possono essere una condizione frequente con l'età e favorita dalla scarsa attività fisica. In alcuni casi selezionati, l'aspirina può essere utilizzata come supporto, ma le linee guida indicano come cardini della terapia la compressione elastica, il movimento e il controllo del peso.
In sintesi, l'aspirina è un farmaco potente che può avere effetti collaterali. È importante seguire le indicazioni dei medici e non assumere farmaci senza una prescrizione medica. La prevenzione cardiovascolare deve essere personalizzata e discussa con il medico, considerando la fragilità e comorbidità del paziente.
Ecco la lista delle controindicazioni dell'aspirina:
- Sindrome da overdose di acido acetilsalicilico
- Problemi renali o hepatici
- Anemia
- Leucemia
- Disturbi ematici
È importante ricordare che l'aspirina è un farmaco che richiede una rivalutazione periodica e non deve essere utilizzato come "assicurazione universale" contro l'infarto. La medicina degli ultimi dieci anni ha chiarito che l'aspirina è un potente, da riservare ai pazienti giusti, alla dose giusta e per le indicazioni corrette.
L'aspirina è un potente antinfiammatorio che funziona inibendo l'enzima COX-1, con riduzione della produzione di trombossano A2. Il risultato è una minore capacità del sangue di formare trombi, meccanismo utile per prevenire infarti e ictus ischemici. Tuttavia, questo stesso effetto può aumentare il rischio di sanguinamento.
Il dosaggio dell'aspirina è un punto di discussione. Quando indicata, l'aspirina va prescritta alla dose più bassa efficace, in genere 75-100 mg al giorno. Dosaggi più alti, come i 325 mg citati da Trump, offrono una protezione cardiovascolare superiore, ma aumentano in modo netto il rischio di sanguinamento gastrointestinale e intracranico.
La prevenzione cardiovascolare è un'altra questione importante. La letteratura scientifica ha chiarito con maggiore precisione chi trae beneficio dall'aspirina. La distinzione chiave è tra prevenzione secondaria e prevenzione primaria. Nel primo caso, il beneficio dell'aspirina è solido e ben documentato per pazienti che hanno già avuto un infarto, un ictus o sono stati sottoposti a interventi coronarici.
Più controversa, invece, è la prevenzione primaria. Tre grandi trial randomizzati pubblicati tra il 2018 e il 2022 hanno dimostrato che, negli adulti sani o con rischio moderato, il beneficio cardiovascolare è minimo e spesso annullato dall'aumento delle complicanze emorragiche.
I lividi sulle mani mostrati da Trump sono un effetto collaterale compatibile con l'uso prolungato di antiaggreganti. Le caviglie gonfie, invece, possono essere una condizione frequente con l'età e favorita dalla scarsa attività fisica. In alcuni casi selezionati, l'aspirina può essere utilizzata come supporto, ma le linee guida indicano come cardini della terapia la compressione elastica, il movimento e il controllo del peso.
In sintesi, l'aspirina è un farmaco potente che può avere effetti collaterali. È importante seguire le indicazioni dei medici e non assumere farmaci senza una prescrizione medica. La prevenzione cardiovascolare deve essere personalizzata e discussa con il medico, considerando la fragilità e comorbidità del paziente.
Ecco la lista delle controindicazioni dell'aspirina:
- Sindrome da overdose di acido acetilsalicilico
- Problemi renali o hepatici
- Anemia
- Leucemia
- Disturbi ematici
È importante ricordare che l'aspirina è un farmaco che richiede una rivalutazione periodica e non deve essere utilizzato come "assicurazione universale" contro l'infarto. La medicina degli ultimi dieci anni ha chiarito che l'aspirina è un potente, da riservare ai pazienti giusti, alla dose giusta e per le indicazioni corrette.