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La bandiera olimpica, simbolo di pace e unità in un mondo diviso dalla guerra. Per la prima volta dal 1948, l'emblema senza tempo sarà trasportato in due luoghi simbolici: San Siro a Milano e Cortina d'Ampezzo.
Dieci personalità di rilievo internazionale sono state scelte dal Cio e da Fondazione Milano Cortina 2026 per rappresentare i principi di pace, unità e solidarietà che ispirano il Movimento Olimpico. Tra loro, Tadatoshi Akiba, primo sindaco di Hiroshima a combattere per il disarmo nucleare; Rebeca Andrade, atleta brasiliana più premiata nella storia del suo Paese; Maryam Bukar Hassan, artista e poetessa nomina UN Global Peace Advocate.
Nicolò Govoni, scrittore e attivista, candidato al Premio Nobel per la Pace, e Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 2016 al 2025, che hanno guidato gli sforzi globali dell'UNHCR per proteggere le persone costrette a fuggire da conflitti e persecuzioni. Loro saranno accompagnati da Eliud Kipchoge, considerato uno dei più grandi maratoneti di sempre; Cindy Ngamba, atleta del Refugee Olympic Team che ha fatto la storia ai Giochi Olimpici di Parigi 2024; Pita Taufatofua, atleta tongano ad aver rappresentato il proprio Paese sia ai Giochi Olimpici Estivi che Invernali.
E ancora, Franco Nones, primo campione olimpico italiano della storia dello sci di fondo, e Martina Valcepina, atleta italiana di short track vincitrice tre medaglie olimpiche. La bandiera olimpica sarà trasportata anche da altre due personalità che hanno vissuto la guerra: Franco Nones, nato in Val di Fiemme nel 1941, e Tadatoshi Akiba, primo sindaco di Hiroshima a combattere per il disarmo nucleare.
La bandiera olimpica sarà sfilerà in due luoghi simbolici delle Cerimonie di Apertura: San Siro a Milano, accompagnata da otto portabandiera, e Cortina d'Ampezzo, con due portabandiera. Un emblema senza tempo, capace ancora oggi di parlare al presente e ricordarci la forza dello sport come strumento di dialogo e progresso per l'umanità.
Dieci personalità di rilievo internazionale sono state scelte dal Cio e da Fondazione Milano Cortina 2026 per rappresentare i principi di pace, unità e solidarietà che ispirano il Movimento Olimpico. Tra loro, Tadatoshi Akiba, primo sindaco di Hiroshima a combattere per il disarmo nucleare; Rebeca Andrade, atleta brasiliana più premiata nella storia del suo Paese; Maryam Bukar Hassan, artista e poetessa nomina UN Global Peace Advocate.
Nicolò Govoni, scrittore e attivista, candidato al Premio Nobel per la Pace, e Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 2016 al 2025, che hanno guidato gli sforzi globali dell'UNHCR per proteggere le persone costrette a fuggire da conflitti e persecuzioni. Loro saranno accompagnati da Eliud Kipchoge, considerato uno dei più grandi maratoneti di sempre; Cindy Ngamba, atleta del Refugee Olympic Team che ha fatto la storia ai Giochi Olimpici di Parigi 2024; Pita Taufatofua, atleta tongano ad aver rappresentato il proprio Paese sia ai Giochi Olimpici Estivi che Invernali.
E ancora, Franco Nones, primo campione olimpico italiano della storia dello sci di fondo, e Martina Valcepina, atleta italiana di short track vincitrice tre medaglie olimpiche. La bandiera olimpica sarà trasportata anche da altre due personalità che hanno vissuto la guerra: Franco Nones, nato in Val di Fiemme nel 1941, e Tadatoshi Akiba, primo sindaco di Hiroshima a combattere per il disarmo nucleare.
La bandiera olimpica sarà sfilerà in due luoghi simbolici delle Cerimonie di Apertura: San Siro a Milano, accompagnata da otto portabandiera, e Cortina d'Ampezzo, con due portabandiera. Un emblema senza tempo, capace ancora oggi di parlare al presente e ricordarci la forza dello sport come strumento di dialogo e progresso per l'umanità.