VoceDiBologna
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Ciò che ci spaventa, in questa violenta scena di piazza, non è tanto la presenza di un gruppo terrorista come Askatasuna, ma piuttosto la rete europea dei violenti che si muove in cerca di scontri. La rete delle violenze urbane è più vasta e complessa di quanto possa sembrare. Non c'è solo ideologia, ma anche una strategia di guerriglia urbana che si sta rinnovando a ogni occasione.
La guerra in piazza non è solo una questione di opposizione politica, ma anche di contrapposizione cieca, di tattiche di guerriglia urbana che si sono trasformate in un campo di battaglia senza alcuna strategia politica o rivoluzionaria.
Ecco perché questo tipo di violenza è tanto più pericolosa: non ci sono ideologie alternative, ma solo una contrapposizione cieca e una guerra di position che si sta svolgendo su strade e piazze, in un contesto in cui le forze dell'ordine sono state messi in discussione.
Anche perché oggi non c’è traccia della classe operaia che avrebbe dovuto innescare la stagione degli scontri e delle lotte. Oggi è una lotta di cortissimo raggio, lo scontro con le divise che proteggono il potere, detestato in quanto tale. Senza alcuna idea di come o con cosa sostituirlo.
Quindi si tratta di un quadro molto pericoloso, in cui i protagonisti della violenza sono sempre più determinati e gli scontri sembrano essere solo l'inizio.
La guerra in piazza non è solo una questione di opposizione politica, ma anche di contrapposizione cieca, di tattiche di guerriglia urbana che si sono trasformate in un campo di battaglia senza alcuna strategia politica o rivoluzionaria.
Ecco perché questo tipo di violenza è tanto più pericolosa: non ci sono ideologie alternative, ma solo una contrapposizione cieca e una guerra di position che si sta svolgendo su strade e piazze, in un contesto in cui le forze dell'ordine sono state messi in discussione.
Anche perché oggi non c’è traccia della classe operaia che avrebbe dovuto innescare la stagione degli scontri e delle lotte. Oggi è una lotta di cortissimo raggio, lo scontro con le divise che proteggono il potere, detestato in quanto tale. Senza alcuna idea di come o con cosa sostituirlo.
Quindi si tratta di un quadro molto pericoloso, in cui i protagonisti della violenza sono sempre più determinati e gli scontri sembrano essere solo l'inizio.