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Il nostro spirito non si vergogna di aiutare l'Ucraina
L'Italia si è posizionata a favore del sostegno aiuto all'Ucraina, anche dopo il voto negativo della Lega. Come diceva il senatore Crosetto: "Qualcuno si vergogna di aiutare Kiev, io ne sono fiero". In effetti, l'Italia ha sempre espresso una solidarietà incondizionata nei confronti delle popolazioni colpite da conflitti.
Ma cosa significa questo sostegno? Secondo Crosetto, non esistono mezzi buoni o cattivi ma solo mezzi che possono essere utilizzati in modo negativo o positivo. Ad esempio, un'arma può essere utilizzata per difendere un ospedale da una minaccia, ma può essere utilizzata anche per attaccare la popolazione ucraina.
Ma cosa suggerisce Crosetto? In prima linea l'importanza di dare priorità alla pace e al cessate il fuoco. Il nostro spirito non si vergogna di aiutare l'Ucraina, proprio perché stiamo impedendo che chi vuole distruggere la popolazione ucraina possa farlo.
Il problema è che ci sono politici che non vogliono parlare della realtà. Matteo Salvini, del partito Lega, ha votato contro il sostegno aiuto all'Ucraina, ma Crosetto è contrario a questo approccio: "Surreale parlare di invio soldati europei" e "è noto che una delle condizioni che Mosca potrebbe porre sarebbe proprio il rifiuto di qualsiasi presenza militare europea in Ucraina".
I nostri colleghi della coalizione al governo hanno frena su ulteriori sostegni a Kiev, ma noi non possiamo permetterci di fermarci. Il nostro obiettivo è garantire la difesa della popolazione ucraina, delle infrastrutture critiche e nella sicurezza complessiva del continente europeo.
Il Parlamento deve essere informato sull'attuazione del decreto e sugli sviluppi dei negoziati internazionali in corso. Ma è importante anche valorizzare il rafforzamento degli aiuti di carattere civile, sanitario, logistico e umanitario, rispondendo alle esigenze di protezione della popolazione.
L'Italia si posiziona a favore del sostegno aiuto all'Ucraina. Noi non ci vergogneremo di aiutare un paese che sta lottando per la sua libertà e la sua sovranità.
L'Italia si è posizionata a favore del sostegno aiuto all'Ucraina, anche dopo il voto negativo della Lega. Come diceva il senatore Crosetto: "Qualcuno si vergogna di aiutare Kiev, io ne sono fiero". In effetti, l'Italia ha sempre espresso una solidarietà incondizionata nei confronti delle popolazioni colpite da conflitti.
Ma cosa significa questo sostegno? Secondo Crosetto, non esistono mezzi buoni o cattivi ma solo mezzi che possono essere utilizzati in modo negativo o positivo. Ad esempio, un'arma può essere utilizzata per difendere un ospedale da una minaccia, ma può essere utilizzata anche per attaccare la popolazione ucraina.
Ma cosa suggerisce Crosetto? In prima linea l'importanza di dare priorità alla pace e al cessate il fuoco. Il nostro spirito non si vergogna di aiutare l'Ucraina, proprio perché stiamo impedendo che chi vuole distruggere la popolazione ucraina possa farlo.
Il problema è che ci sono politici che non vogliono parlare della realtà. Matteo Salvini, del partito Lega, ha votato contro il sostegno aiuto all'Ucraina, ma Crosetto è contrario a questo approccio: "Surreale parlare di invio soldati europei" e "è noto che una delle condizioni che Mosca potrebbe porre sarebbe proprio il rifiuto di qualsiasi presenza militare europea in Ucraina".
I nostri colleghi della coalizione al governo hanno frena su ulteriori sostegni a Kiev, ma noi non possiamo permetterci di fermarci. Il nostro obiettivo è garantire la difesa della popolazione ucraina, delle infrastrutture critiche e nella sicurezza complessiva del continente europeo.
Il Parlamento deve essere informato sull'attuazione del decreto e sugli sviluppi dei negoziati internazionali in corso. Ma è importante anche valorizzare il rafforzamento degli aiuti di carattere civile, sanitario, logistico e umanitario, rispondendo alle esigenze di protezione della popolazione.
L'Italia si posiziona a favore del sostegno aiuto all'Ucraina. Noi non ci vergogneremo di aiutare un paese che sta lottando per la sua libertà e la sua sovranità.