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Porta Palazzo, il mercato sensoriale più grande d'Europa, è un luogo di sperimentazione e di intreccio tra culture, una vera e propria "biblioteca sensoriale" che racconta le storie delle comunità che vi si incontrano ogni giorno. Gabriele Proglio, docente di Storia contemporanea all'Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, ha scelto di indagare su questo mercato per scoprire cosa ci fa fare a tutti coloro che lo frequentano.
"È come un grande palco teatrale", racconta Proglio. "Ogni giorno suonano centinaia di interpreti". Ma cosa c'è di speciale in Porta Palazzo? Per Gabriele Proglio, è il fatto che sia un luogo di incontro per le comunità più diverse, un punto di riferimento per gli immigrati e una fonte di ispirazione per la cucina. "Ogni piatto è una storia", sottolinea il professore. "Ciascun piatto racconta l'intreccio tra storie personali e vicende collettive".
Il mercato si sviluppa intorno a precise regole, che variano in base all'area di provenienza dei produttori. Ma anche qui c'è un processo di sostituzione: chi vende i banchi al mercato passa il compito ai nuovi arrivati, spesso provenienti da Paesi lontani.
Il libro di Gabriele Proglio è una raccolta delle storie dei lavoratori del mercato e degli storici che lo hanno frequentato. Ma anche qui c'è un processo di sostituzione: chi scrive le storie dei lavoratori passa la penna ai nuovi arrivati, spesso provenienti da comunità più recente.
Eppure, pur di fronte a una realtà così diversificata e multiculturale, Gabriele Proglio non vede tracce di razzismo. "Il mercato è un luogo di incontro", insiste il professore. "Non credo che possa pregiudicare la vita del mercato; semmai sarà il mercato a modificarsi alle esigenze, ai nuovi bisogni".
Eppure, pur in questo luogo di pace, Gabriele Proglio ha scritto una storia che parla di "raccismo" e "pregiudizi", della divisione del lavoro e delle regole precise che governano il mercato. Anche qui c'è un processo di sostituzione: chi scrive le storie dei lavoratori passa la penna ai nuovi arrivati, spesso provenienti da comunità più recente.
La scrittura di Gabriele Proglio è una raccolta delle storie che si intrecciano nel mercato, un tentativo di comprendere come funziona il sistema e come si relazionano le persone. È anche un'invito a immedesimarsi nei luoghi del mercato e a scoprire i segreti della cucina.
Porta Palazzo è un mercato che racconta storie, una biblioteca sensoriale che ci invita a scoprire come funziona il sistema. E se possiamo immedesimarci in questi luoghi, forse possiamo capire meglio anche noi stessi e la nostra cultura.
"È come un grande palco teatrale", racconta Proglio. "Ogni giorno suonano centinaia di interpreti". Ma cosa c'è di speciale in Porta Palazzo? Per Gabriele Proglio, è il fatto che sia un luogo di incontro per le comunità più diverse, un punto di riferimento per gli immigrati e una fonte di ispirazione per la cucina. "Ogni piatto è una storia", sottolinea il professore. "Ciascun piatto racconta l'intreccio tra storie personali e vicende collettive".
Il mercato si sviluppa intorno a precise regole, che variano in base all'area di provenienza dei produttori. Ma anche qui c'è un processo di sostituzione: chi vende i banchi al mercato passa il compito ai nuovi arrivati, spesso provenienti da Paesi lontani.
Il libro di Gabriele Proglio è una raccolta delle storie dei lavoratori del mercato e degli storici che lo hanno frequentato. Ma anche qui c'è un processo di sostituzione: chi scrive le storie dei lavoratori passa la penna ai nuovi arrivati, spesso provenienti da comunità più recente.
Eppure, pur di fronte a una realtà così diversificata e multiculturale, Gabriele Proglio non vede tracce di razzismo. "Il mercato è un luogo di incontro", insiste il professore. "Non credo che possa pregiudicare la vita del mercato; semmai sarà il mercato a modificarsi alle esigenze, ai nuovi bisogni".
Eppure, pur in questo luogo di pace, Gabriele Proglio ha scritto una storia che parla di "raccismo" e "pregiudizi", della divisione del lavoro e delle regole precise che governano il mercato. Anche qui c'è un processo di sostituzione: chi scrive le storie dei lavoratori passa la penna ai nuovi arrivati, spesso provenienti da comunità più recente.
La scrittura di Gabriele Proglio è una raccolta delle storie che si intrecciano nel mercato, un tentativo di comprendere come funziona il sistema e come si relazionano le persone. È anche un'invito a immedesimarsi nei luoghi del mercato e a scoprire i segreti della cucina.
Porta Palazzo è un mercato che racconta storie, una biblioteca sensoriale che ci invita a scoprire come funziona il sistema. E se possiamo immedesimarci in questi luoghi, forse possiamo capire meglio anche noi stessi e la nostra cultura.