L'Ucraina continua a essere sotto il fuoco di Mosca, mentre le trattative tra Kiev e Mosca sembrano aprire un spiraglio verso una possibile tregua. In un recente colloquio trilaterale con i leader ucraini, russi e statunitensi ad Abu Dhabi, è stato concordato di coordinare ulteriori fasi con i leader, potenzialmente già la prossima settimana. Tuttavia, sulla scena del conflitto, le cose restano complesse.
La Russia ha lanciato almeno 375 droni e 21 missili su gran parte del territorio ucraino in una sola notte, causando nuove vittime civili e danneggiamenti ai quartieri di Kiev. Il sindaco della capitale Vitali Klitschko ha segnalato danni in cinque quartieri e ha parlato di 3.330 edifici senza riscaldamento e interruzioni di acqua.
Tuttavia, è anche stato comunicato che le garanzie di sicurezza "molto forti" offerte da gli Stati Uniti per il dopoguerra sono state una fonte di speranza per Kiev. L'inviato Usa, Steve Witkoff, e il genero di Trump, Jared Kushner, hanno incontrato Vladimir Putin a Mosca in un colloquio di quattro ore definito "molto produttivo" dalla parte americana.
La questione territoriale rimane il nodo più difficile da sciogliere. "Il ritiro delle forze ucraine dal Donbass rimane una priorità per Mosca", sottolineano fonti russe vicine ai negoziati, "e sono allo studio diversi parametri di sicurezza". Tuttavia, Kiev è già iniziata a guardare oltre l'emergenza, indicando come priorità un salto di scala nello sforzo bellico ucraino per aumentare la pressione sulle forze russe.
La volontà di rafforzare la capacità di resistenza del Paese sembra essere anche una linea di attenzione importante. Il nuovo ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha già indicato come obiettivo "eliminare 50mila soldati al mese", accelerare la produzione di droni di nuova generazione e rendere più stretta e sistematica la collaborazione tra industria militare e truppe al fronte.
In sintesi, l'Ucraina continua a essere sotto il fuoco di Mosca, mentre le trattative sembrano aprire un spiraglio verso una possibile tregua. Tuttavia, la questione territoriale rimane ancora molto complessa e la pace non sarà facile da raggiungere.
La Russia ha lanciato almeno 375 droni e 21 missili su gran parte del territorio ucraino in una sola notte, causando nuove vittime civili e danneggiamenti ai quartieri di Kiev. Il sindaco della capitale Vitali Klitschko ha segnalato danni in cinque quartieri e ha parlato di 3.330 edifici senza riscaldamento e interruzioni di acqua.
Tuttavia, è anche stato comunicato che le garanzie di sicurezza "molto forti" offerte da gli Stati Uniti per il dopoguerra sono state una fonte di speranza per Kiev. L'inviato Usa, Steve Witkoff, e il genero di Trump, Jared Kushner, hanno incontrato Vladimir Putin a Mosca in un colloquio di quattro ore definito "molto produttivo" dalla parte americana.
La questione territoriale rimane il nodo più difficile da sciogliere. "Il ritiro delle forze ucraine dal Donbass rimane una priorità per Mosca", sottolineano fonti russe vicine ai negoziati, "e sono allo studio diversi parametri di sicurezza". Tuttavia, Kiev è già iniziata a guardare oltre l'emergenza, indicando come priorità un salto di scala nello sforzo bellico ucraino per aumentare la pressione sulle forze russe.
La volontà di rafforzare la capacità di resistenza del Paese sembra essere anche una linea di attenzione importante. Il nuovo ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha già indicato come obiettivo "eliminare 50mila soldati al mese", accelerare la produzione di droni di nuova generazione e rendere più stretta e sistematica la collaborazione tra industria militare e truppe al fronte.
In sintesi, l'Ucraina continua a essere sotto il fuoco di Mosca, mentre le trattative sembrano aprire un spiraglio verso una possibile tregua. Tuttavia, la questione territoriale rimane ancora molto complessa e la pace non sarà facile da raggiungere.