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Il governo di Kiev si trova in un terreno minato dopo l'uscita di Andriy Yermak, il capo dell'ufficio presidenziale che aveva guidato le trattative con Washington. La sostituzione improvvisa del suo consigliere chiave altera gli equilibri e rallenta i flussi decisionali. Volodymyr Zelensky deve ora colmare un vuoto che pesa doppio, mentre la delegazione guidata da Rustem Umerov vola verso gli Stati Uniti per tradurre i risultati di Ginevra in un testo definitivo.
La trattativa si complica proprio quando sembrava che Kiev stesse trovando una soluzione. La Russia continua a lavorare metodicamente per proiettare instabilità sul fronte politico ucraino, utilizzando l'indagine anticorruzione esplosa a Kiev per insinuare che il sistema decisionale del presidente sia corrotto e vulnerabile. Questo è un tentativo di far perdere terreno al presidente ucraino, ma Zelensky riorganizza la catena dei contatti internazionali e si prepara a discutere con Emmanuel Macron per discutere delle condizioni per una pace giusta e duratura.
L'Europa è in ansia perché l'incredulità sugli obiettivi americani sta crescendo. Il piano di Trump non sarebbe un semplice schema di pace, ma un colossale progetto economico che mira a reintegrare una Russia da 2.000 miliardi di dollari nel circuito globale con gli Usa i Trump in testa a sfruttarne risorse e dividendi. Ciò è considerato da molti come un scenario in cui Mosca diventa partner commerciale più che aggressore.
La Nato ricorda, invece, di essere nata per contenere la Russia, non per sostenere un'agenda geopolitica fondata sugli affari. Il premier polacco Donald Tusk è durissimo su questo punto. L'unica certezza è che l'Ucraina deve mostrare continuità nonostante il terremoto interno, mentre l'Europa teme di essere marginalizzata e una Russia che approfitta di ogni fragilità del fronte occidentale.
La guerra non è persa per Kiev, secondo gli esperti. I russi avanzano lentamente, sfruttando il meteo favorevole, ma soffrono perdite e carenze crescenti. I video dei soldati in fuga dai droni mostrano le difficoltà che l'Ucraina affronta. L'assenza di Yermak apre un vuoto che Zelensky deve colmare rapidamente, perché ogni incertezza pesa doppio.
La trattativa si complica proprio quando sembrava che Kiev stesse trovando una soluzione. La Russia continua a lavorare metodicamente per proiettare instabilità sul fronte politico ucraino, utilizzando l'indagine anticorruzione esplosa a Kiev per insinuare che il sistema decisionale del presidente sia corrotto e vulnerabile. Questo è un tentativo di far perdere terreno al presidente ucraino, ma Zelensky riorganizza la catena dei contatti internazionali e si prepara a discutere con Emmanuel Macron per discutere delle condizioni per una pace giusta e duratura.
L'Europa è in ansia perché l'incredulità sugli obiettivi americani sta crescendo. Il piano di Trump non sarebbe un semplice schema di pace, ma un colossale progetto economico che mira a reintegrare una Russia da 2.000 miliardi di dollari nel circuito globale con gli Usa i Trump in testa a sfruttarne risorse e dividendi. Ciò è considerato da molti come un scenario in cui Mosca diventa partner commerciale più che aggressore.
La Nato ricorda, invece, di essere nata per contenere la Russia, non per sostenere un'agenda geopolitica fondata sugli affari. Il premier polacco Donald Tusk è durissimo su questo punto. L'unica certezza è che l'Ucraina deve mostrare continuità nonostante il terremoto interno, mentre l'Europa teme di essere marginalizzata e una Russia che approfitta di ogni fragilità del fronte occidentale.
La guerra non è persa per Kiev, secondo gli esperti. I russi avanzano lentamente, sfruttando il meteo favorevole, ma soffrono perdite e carenze crescenti. I video dei soldati in fuga dai droni mostrano le difficoltà che l'Ucraina affronta. L'assenza di Yermak apre un vuoto che Zelensky deve colmare rapidamente, perché ogni incertezza pesa doppio.