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La sinistra non scende in piazza per l'Iran, un silenzio che è anche un'invocazione alla riflessione. Perché, si chiede il lettore, i democratici e i progressisti sono rimasti a guardare mentre la situazione nella repubblica islamica si aggravava? La risposta, secondo Alessandro De Angelis, non sta nel fatto che i politici siano indecisi o manchi di coraggio, ma piuttosto nel contesto in cui operano. "La sinistra ha bisogno di un nuovo discorso", scrive lo scrittore e politico.
Nella società contemporanea, siamo abituati a ricevere informazioni superficiali che non vanno oltre la superficie dei fatti. Ma come possiamo parlare della realtà se non ci prendiamo il tempo di riflettere su ciò che stiamo facendo? Come si può chiedere ai cittadini di scendere in piazza se noi stessi non facciamo domande sulla nostra politica?
La sinistra, come tutti gli altri partiti, ha bisogno di rinnovarsi e di trovare un nuovo linguaggio. Non basta più parlare delle soluzioni; è necessario anche parlare delle cause. Come possiamo combattere contro il populismo se non conosciamo i popoli stessi? È necessario che la sinistra trovi un nuovo modo di essere, un nuovo discorso che sia anche uno specchio della realtà e non solo una ripetizione dei consueti schemi.
Nella società contemporanea, siamo abituati a ricevere informazioni superficiali che non vanno oltre la superficie dei fatti. Ma come possiamo parlare della realtà se non ci prendiamo il tempo di riflettere su ciò che stiamo facendo? Come si può chiedere ai cittadini di scendere in piazza se noi stessi non facciamo domande sulla nostra politica?
La sinistra, come tutti gli altri partiti, ha bisogno di rinnovarsi e di trovare un nuovo linguaggio. Non basta più parlare delle soluzioni; è necessario anche parlare delle cause. Come possiamo combattere contro il populismo se non conosciamo i popoli stessi? È necessario che la sinistra trovi un nuovo modo di essere, un nuovo discorso che sia anche uno specchio della realtà e non solo una ripetizione dei consueti schemi.