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L'Europa si unisce contro Trump. Una posizione forte ma necessaria.
La minaccia di dazi dei presidenti americani è una sfida che la comunità europea non può ignorare. Oggi, in particolare, otto paesi europei - Gran Bretagna, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia - si sono uniti per difendere la loro sovranità economica e politica. Una posizione forte, ma necessaria, per evitare che le minacce di Trump innescino una spirale discendente.
Il messaggio è chiaro: "Le minacce tariffarie minano le relazioni transatlantiche e rischiano una spirale discendente". La risposta sarà "unita e coordinata", nel segno della difesa della sovranità europea. Una posizione che trova un ulteriore tassello nella posizione della Francia, che ha mobilitato il presidente Emmanuel Macron per coordinare la risposta europea alle minacce tariffarie giudicate "inaccettabili".
L'Italia si muove con toni prudenti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invitato ad abbassare i toni e a puntare sulla mediazione. "Non c'è assolutamente bisogno né di guerre commerciali né di contrasti", ha detto, sottolineando il ruolo dell'Italia come ponte tra Washington e Bruxelles.
Ma la linea dura di Trump non sembra cambiare. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha rivendicato la linea dura dell'amministrazione, sostenendo che "gli Stati Uniti proiettano forza, gli europei proiettano debolezza". La Groenlandia è "essenziale per la sicurezza nazionale" degli Usa e non ci sarà spazio per compromessi su questo fronte.
In questo scenario, l'Europa prova a rispondere mostrando unità e strumenti comuni. Ma al suo interno convivono la linea dura di Parigi e l'approccio dialogante di Roma, nel tentativo di evitare che la sfida commerciale con Washington si trasformi in uno scontro aperto.
Il dialogo è necessario, ma anche il buonsenso. L'Italia può agire da ponte tra Washington e Bruxelles grazie alla sua tradizionale capacità di confronto con entrambe le sponde dell'Atlantico. "Noi cerchiamo sempre di usare il buonsenso", ha detto Tajani, "parliamo con tutti e diciamo sempre la verità".
Serve il dialogo, bisogna trovare del modo per trovare delle soluzioni che non penalizzino nessuno. L'Europa non può permettersi di essere divisa, ma deve anche evitare di essere aggressiva. Il messaggio di Trump è chiaro: "gli Stati Uniti proiettano forza", ma l'Eropa deve rispondere con unità e dignità.
La minaccia di dazi dei presidenti americani è una sfida che la comunità europea non può ignorare. Oggi, in particolare, otto paesi europei - Gran Bretagna, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia - si sono uniti per difendere la loro sovranità economica e politica. Una posizione forte, ma necessaria, per evitare che le minacce di Trump innescino una spirale discendente.
Il messaggio è chiaro: "Le minacce tariffarie minano le relazioni transatlantiche e rischiano una spirale discendente". La risposta sarà "unita e coordinata", nel segno della difesa della sovranità europea. Una posizione che trova un ulteriore tassello nella posizione della Francia, che ha mobilitato il presidente Emmanuel Macron per coordinare la risposta europea alle minacce tariffarie giudicate "inaccettabili".
L'Italia si muove con toni prudenti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invitato ad abbassare i toni e a puntare sulla mediazione. "Non c'è assolutamente bisogno né di guerre commerciali né di contrasti", ha detto, sottolineando il ruolo dell'Italia come ponte tra Washington e Bruxelles.
Ma la linea dura di Trump non sembra cambiare. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha rivendicato la linea dura dell'amministrazione, sostenendo che "gli Stati Uniti proiettano forza, gli europei proiettano debolezza". La Groenlandia è "essenziale per la sicurezza nazionale" degli Usa e non ci sarà spazio per compromessi su questo fronte.
In questo scenario, l'Europa prova a rispondere mostrando unità e strumenti comuni. Ma al suo interno convivono la linea dura di Parigi e l'approccio dialogante di Roma, nel tentativo di evitare che la sfida commerciale con Washington si trasformi in uno scontro aperto.
Il dialogo è necessario, ma anche il buonsenso. L'Italia può agire da ponte tra Washington e Bruxelles grazie alla sua tradizionale capacità di confronto con entrambe le sponde dell'Atlantico. "Noi cerchiamo sempre di usare il buonsenso", ha detto Tajani, "parliamo con tutti e diciamo sempre la verità".
Serve il dialogo, bisogna trovare del modo per trovare delle soluzioni che non penalizzino nessuno. L'Europa non può permettersi di essere divisa, ma deve anche evitare di essere aggressiva. Il messaggio di Trump è chiaro: "gli Stati Uniti proiettano forza", ma l'Eropa deve rispondere con unità e dignità.