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Un tempo, i più giovani comici di Napoli si sentivano orgogliosi di essere figli di Troisi, ma non lo sono. Ora tutti si sentono uguali e anonimi. Questo è il sentore di rancore che Oscar Di Maio proviene a mettere in discussione con il suo libro autobiografico "Guitto? Così è (se vi pare)".
Il libro di Oscar Di Maio, pubblicato da Armando De Nigris, racconta la sua vita a stretto contatto con alcuni tra i più grandi artisti della scena partenopea. Ma non solo: Di Maio prova anche a dispensare consigli ai giovani comici che si stanno facendo strada nel mondo del teatro.
Ecco alcuni dei ricordi e aneddoti che Oscar Di Maio narra di sé stesso in questo libro. Il debutto all'età di otto anni, grazie alla compagnia di sua zia Olimpia. La sua esperienza con la droga, che lo ha portato a sperimentare una decina d'anni in overdose. E il suo legame con i comici più grandi del teatro napoletano, come Beniamino Maggio e Roberto De Simone.
Un momento di orgoglio per Di Maio è stato il successo del "Telecafone", un programma della TeleCapri in cui si esibiva con una giovanissima Francesca Pascale. E' stata proprio Pascale a suggerirgli l'idée di scrivere a Berlusconi. Il libro racconta anche che Di Maio non aveva mai più sentita Pascale dopo quel periodo, ma che lui le avrebbe voluto bene.
Il "Telecafone" è anche un simbolo della trasformazione del mondo del teatro e delle comicità. "È stato rivalutato nel tempo", dice Di Maio, "oggi vedo molto più trash di quanto abbia fatto io e il cafone lo trovi dappertutto."
Il libro termina con tre sogni di Di Maio: trovare uno spazio dove aprire una scuola di teatro della tradizione; ricevere la proposta di vestire i panni dell'attore drammatico e fare un film che sia l'altra faccia di Gomorra, in cui i camorristi sono tutti stronzi.
Il libro di Oscar Di Maio, pubblicato da Armando De Nigris, racconta la sua vita a stretto contatto con alcuni tra i più grandi artisti della scena partenopea. Ma non solo: Di Maio prova anche a dispensare consigli ai giovani comici che si stanno facendo strada nel mondo del teatro.
Ecco alcuni dei ricordi e aneddoti che Oscar Di Maio narra di sé stesso in questo libro. Il debutto all'età di otto anni, grazie alla compagnia di sua zia Olimpia. La sua esperienza con la droga, che lo ha portato a sperimentare una decina d'anni in overdose. E il suo legame con i comici più grandi del teatro napoletano, come Beniamino Maggio e Roberto De Simone.
Un momento di orgoglio per Di Maio è stato il successo del "Telecafone", un programma della TeleCapri in cui si esibiva con una giovanissima Francesca Pascale. E' stata proprio Pascale a suggerirgli l'idée di scrivere a Berlusconi. Il libro racconta anche che Di Maio non aveva mai più sentita Pascale dopo quel periodo, ma che lui le avrebbe voluto bene.
Il "Telecafone" è anche un simbolo della trasformazione del mondo del teatro e delle comicità. "È stato rivalutato nel tempo", dice Di Maio, "oggi vedo molto più trash di quanto abbia fatto io e il cafone lo trovi dappertutto."
Il libro termina con tre sogni di Di Maio: trovare uno spazio dove aprire una scuola di teatro della tradizione; ricevere la proposta di vestire i panni dell'attore drammatico e fare un film che sia l'altra faccia di Gomorra, in cui i camorristi sono tutti stronzi.