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Una tragedia nella città eterna: un medico condannato a due anni di reclusione per aver scambiato una gravidanza per una lombosciatalgia. Anna Siena, 36enne, era incinta ma non lo sapeva. Arrivò in ospedale con forti dolori addominali e il suo caso fu scambiato per una lombosciatalgia. Nemmeno i sanitari si accorsero del bambino che portava in grembo.
La famiglia di Anna Siena ha richiesto giustizia e oggi è stata sentenziata la responsabilità del medico che si occupò di lei. Il medico, condannato a due anni di reclusione, aveva prescritto solo antidolorifici e non aveva visitato Anna Siena a dovere.
La morte di Anna Siena è stata causata da uno shock emorragico conseguente ad una sindrome da coagulazione intravascolare disseminata prodotta dalla ritenzione di un feto morto in utero. La famiglia di Anna Siena spera che questa sentenza serva a salvare altre vite poiché i casi di gravidanza criptica si verificano molto più spesso di quanto si possa pensare.
La tragedia è ancora viva nella mente dei napoletani e la Procura ha richiesto una maggiore attenzione verso le donne che si recano in ospedale con sintomi simili. La sentenza del giudice monocratico Filippo Potaturo è un segnale di cambiamento e speranza per le famiglie che hanno subito la perdita di una cara.
La lombosciatalgia, una malattia della colonna vertebrale, non è mai stata associata a una gravidanza e il medico che si occupò di Anna Siena dovrebbe aver tenuto conto del suo stato. La responsabilità del medico è irrispettosa per la vita perduta.
La sentenza è un segnale di giustizia e speranza per le donne napoletane e per tutte quelle che hanno subito una simile tragedia.
La famiglia di Anna Siena ha richiesto giustizia e oggi è stata sentenziata la responsabilità del medico che si occupò di lei. Il medico, condannato a due anni di reclusione, aveva prescritto solo antidolorifici e non aveva visitato Anna Siena a dovere.
La morte di Anna Siena è stata causata da uno shock emorragico conseguente ad una sindrome da coagulazione intravascolare disseminata prodotta dalla ritenzione di un feto morto in utero. La famiglia di Anna Siena spera che questa sentenza serva a salvare altre vite poiché i casi di gravidanza criptica si verificano molto più spesso di quanto si possa pensare.
La tragedia è ancora viva nella mente dei napoletani e la Procura ha richiesto una maggiore attenzione verso le donne che si recano in ospedale con sintomi simili. La sentenza del giudice monocratico Filippo Potaturo è un segnale di cambiamento e speranza per le famiglie che hanno subito la perdita di una cara.
La lombosciatalgia, una malattia della colonna vertebrale, non è mai stata associata a una gravidanza e il medico che si occupò di Anna Siena dovrebbe aver tenuto conto del suo stato. La responsabilità del medico è irrispettosa per la vita perduta.
La sentenza è un segnale di giustizia e speranza per le donne napoletane e per tutte quelle che hanno subito una simile tragedia.