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Un evento storico dimenticato. La storia di un collettivo coraggioso. Una vicenda oscura, che richiede di essere ricordata e conosciuta.
Nel 1943, Roma era in occupazione tedesca. Il colonnello Kappler, capo delle SS, minacciò la comunità ebraica locale, pretendendo un tributo in oro di ben cinquanta chili per non subire la deportazione nei campi di concentramento. Ma c'era una persona che si oppose a questo piano brutale.
Il direttore dell’ospedale Fatebenefratelli, intuendo le vere intenzioni del nazista, inventò uno stratagemma. Fece credere che un virus letale e altamente contagioso, il Morbo K, aveva colpito delle famiglie ebree, che erano rinchiuse in un reparto speciale sull’isola Tiberina. E così, le persone della comunità ebraica, con paura e speranza, si recarono al reparto per avere aiuto.
Ma c'era un medico che sapeva che questo era solo un gioco di scena. Vincenzo Ferrera, il vero medico che organizzò la messinscena, si oppose a questa idea brutale e inumana. Con coraggio e determinazione, salvò molte vite.
Questa storia è davvero incredibile. Un esempio di come la gentilezza e la coraggio possano essere più forti delle intenzioni brutali del fascismo. Una storia che dobbiamo ricordare e conosere.
Una miniserie televisiva, dal titolo "Morbo K", ripercorre questa vicenda. Con la regia di Francesco Patierno, riproduce il coraggio e la determinazione di Vincenzo Ferrera. Interpretati da Giacomo Giorgio e Dharma Mangia Woods, si oppone a una idea brutale e inumana.
Questa storia è importante perché ci ricorda che la gentilezza e la coraggio possano essere più forti delle intenzioni brutali del fascismo. È un esempio di come le persone possano unirsi per fare la differenza.
Ecco perché oggi raccontiamo questa vicenda. Per ricordare il coraggio di Vincenzo Ferrera e per non dimenticare l'importanza della gentilezza e dell'umanità. Una storia che dovrebbe essere conosciuta da tutti noi.
Nel 1943, Roma era in occupazione tedesca. Il colonnello Kappler, capo delle SS, minacciò la comunità ebraica locale, pretendendo un tributo in oro di ben cinquanta chili per non subire la deportazione nei campi di concentramento. Ma c'era una persona che si oppose a questo piano brutale.
Il direttore dell’ospedale Fatebenefratelli, intuendo le vere intenzioni del nazista, inventò uno stratagemma. Fece credere che un virus letale e altamente contagioso, il Morbo K, aveva colpito delle famiglie ebree, che erano rinchiuse in un reparto speciale sull’isola Tiberina. E così, le persone della comunità ebraica, con paura e speranza, si recarono al reparto per avere aiuto.
Ma c'era un medico che sapeva che questo era solo un gioco di scena. Vincenzo Ferrera, il vero medico che organizzò la messinscena, si oppose a questa idea brutale e inumana. Con coraggio e determinazione, salvò molte vite.
Questa storia è davvero incredibile. Un esempio di come la gentilezza e la coraggio possano essere più forti delle intenzioni brutali del fascismo. Una storia che dobbiamo ricordare e conosere.
Una miniserie televisiva, dal titolo "Morbo K", ripercorre questa vicenda. Con la regia di Francesco Patierno, riproduce il coraggio e la determinazione di Vincenzo Ferrera. Interpretati da Giacomo Giorgio e Dharma Mangia Woods, si oppone a una idea brutale e inumana.
Questa storia è importante perché ci ricorda che la gentilezza e la coraggio possano essere più forti delle intenzioni brutali del fascismo. È un esempio di come le persone possano unirsi per fare la differenza.
Ecco perché oggi raccontiamo questa vicenda. Per ricordare il coraggio di Vincenzo Ferrera e per non dimenticare l'importanza della gentilezza e dell'umanità. Una storia che dovrebbe essere conosciuta da tutti noi.