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Il discorso sulla discontinuità richiesto al sindaco Sala è un chiaro esempio della difficoltà a far dialogare i partiti politici in Milano. La polemica è stata scatenata da alcuni esponenti del principale partito di giunta, che hanno avanzato la necessità di una discontinuità rispetto all'esperienza attuale dell'amministrazione.
Ma cosa significa realmente questa richiesta? In realtà, gli elementi che più parlano in favore di questa discontinuità sono proprio quelli incarnati dal ceto politico, dalla struttura partitica e dall'incapacità di elaborare un discorso sulla città che vada oltre la sommatoria dei microcorporativismi di territorio o di mestiere.
In questo senso, la discontinuità richiesta al sindaco Sala può essere vista come una forma di autolesionismo degli esponenti del partito. Il Sindaco ha già dimostrato l'impetuosa esecutività della realizzazione urbanistica dell'ultimo decennio, e rimproverare a Sala la sindrome impolitica dell'uomo solo al comando è un chiaro esempio di lapsus freudiano.
Invece, la discontinuità dovrebbe essere richiesta proprio ai soggetti colpevolmente assenti, come gli esponenti del partito che non si sono espresso in modo costruttivo sulla città. La cosa più importante sarebbe quella di rompere con l'attuale schema e di cercare nuove soluzioni per la città, piuttosto che rimanere bloccati negli schemi tradizionali.
In sintesi, il discorso sulla discontinuità richiesto al sindaco Sala è un chiaro esempio della difficoltà a far dialogare i partiti politici in Milano. Ma la vera sfida è quella di rompere con gli schemi tradizionali e di cercare nuove soluzioni per la città, piuttosto che rimanere bloccati negli schemi tradizionali.
Ma cosa significa realmente questa richiesta? In realtà, gli elementi che più parlano in favore di questa discontinuità sono proprio quelli incarnati dal ceto politico, dalla struttura partitica e dall'incapacità di elaborare un discorso sulla città che vada oltre la sommatoria dei microcorporativismi di territorio o di mestiere.
In questo senso, la discontinuità richiesta al sindaco Sala può essere vista come una forma di autolesionismo degli esponenti del partito. Il Sindaco ha già dimostrato l'impetuosa esecutività della realizzazione urbanistica dell'ultimo decennio, e rimproverare a Sala la sindrome impolitica dell'uomo solo al comando è un chiaro esempio di lapsus freudiano.
Invece, la discontinuità dovrebbe essere richiesta proprio ai soggetti colpevolmente assenti, come gli esponenti del partito che non si sono espresso in modo costruttivo sulla città. La cosa più importante sarebbe quella di rompere con l'attuale schema e di cercare nuove soluzioni per la città, piuttosto che rimanere bloccati negli schemi tradizionali.
In sintesi, il discorso sulla discontinuità richiesto al sindaco Sala è un chiaro esempio della difficoltà a far dialogare i partiti politici in Milano. Ma la vera sfida è quella di rompere con gli schemi tradizionali e di cercare nuove soluzioni per la città, piuttosto che rimanere bloccati negli schemi tradizionali.