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I Giochi olimpici stanno portando una serie di divieti e restrizioni a Milano, città ospitaria dei giochi estivi. Dal 2 al 6 febbraio, diverse aree della città saranno chiuse al traffico e alle persone, con l'obiettivo di garantire un'esperienza sicura e ordinata per gli atleti e il pubblico.
Le scuole della città resteranno chiuse durante queste giornate, con l'esclusione delle scuole che si trovano in corrispondenza dei siti olimpici. Ciò comporta una grande molestia alle famiglie, in particolare per quelle che hanno figli che partecipano ai giochi.
I comitati dei genitori e altre realtà sono mobilitate per richiedere una riveduta della decisione, sostenendo che le scuole non abbiano ricevuto istruzioni chiare dagli enti superiori. Una diversa organizzazione avrebbe potuto trasformare il passaggio della torcia olimpica in un'esperienza condivisa e accessibile per gli studenti.
L'Associazione Nazionale Presidi sostiene che la chiusura delle scuole debba essere limitata allo stretto necessario. D'altra parte, Legambiente Lombardia critica la decisione di escludere le Olimpiadi dal programma scolastico, sostenendo che perdono valore.
Per quanto riguarda l'ordine pubblico, il prefetto Claudio Sgaraglia e il sindaco Beppe Sala sono stati contattati con appelli e lettere dei comitati dei genitori. Mauro Agostino Donato Zeni, segretario dell'Associazione Nazionale Presidi, invita a guardare alla "straordinarietà del fatto" e alle motivazioni di ordine pubblico.
Le zone rosse saranno istituite in corrispondenza dei siti olimpici a Milano, Rho e Assago. Vi sarà vietato lo stazionamento ai pregiudicati per droga, reati contro la persona e il patrimonio.
I residenti della città devono organizzarsi per tempo, poiché il passaggio delle delegazioni, staff olimpico, nonché i controlli potrebbero comportare ritardi. I negozi in queste zone non saranno raggiungibili, ma Marco Barbieri, segretario di Confcommercio Milano, sostiene che la città è sottoposta a provvedimenti straordinari di ordine pubblico.
Il passaggio della fiaccola olimpica comporterà la chiusura di tutte le scuole all'interno della circonvallazione esterna il venerdì 6 febbraio.
Le scuole della città resteranno chiuse durante queste giornate, con l'esclusione delle scuole che si trovano in corrispondenza dei siti olimpici. Ciò comporta una grande molestia alle famiglie, in particolare per quelle che hanno figli che partecipano ai giochi.
I comitati dei genitori e altre realtà sono mobilitate per richiedere una riveduta della decisione, sostenendo che le scuole non abbiano ricevuto istruzioni chiare dagli enti superiori. Una diversa organizzazione avrebbe potuto trasformare il passaggio della torcia olimpica in un'esperienza condivisa e accessibile per gli studenti.
L'Associazione Nazionale Presidi sostiene che la chiusura delle scuole debba essere limitata allo stretto necessario. D'altra parte, Legambiente Lombardia critica la decisione di escludere le Olimpiadi dal programma scolastico, sostenendo che perdono valore.
Per quanto riguarda l'ordine pubblico, il prefetto Claudio Sgaraglia e il sindaco Beppe Sala sono stati contattati con appelli e lettere dei comitati dei genitori. Mauro Agostino Donato Zeni, segretario dell'Associazione Nazionale Presidi, invita a guardare alla "straordinarietà del fatto" e alle motivazioni di ordine pubblico.
Le zone rosse saranno istituite in corrispondenza dei siti olimpici a Milano, Rho e Assago. Vi sarà vietato lo stazionamento ai pregiudicati per droga, reati contro la persona e il patrimonio.
I residenti della città devono organizzarsi per tempo, poiché il passaggio delle delegazioni, staff olimpico, nonché i controlli potrebbero comportare ritardi. I negozi in queste zone non saranno raggiungibili, ma Marco Barbieri, segretario di Confcommercio Milano, sostiene che la città è sottoposta a provvedimenti straordinari di ordine pubblico.
Il passaggio della fiaccola olimpica comporterà la chiusura di tutte le scuole all'interno della circonvallazione esterna il venerdì 6 febbraio.