VoceDiCagliari
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"Anche l'Alto Mare diventa un mare morto: 380 persone disperse nel Mar Mediterraneo da dieci giorni. I problemi con gli accordi tra l'Italia e la Tunisia sono evidenti, come sostiene Sergio Scandura".
Per capire cosa sta succedendo è necessario analizzare i dati. Ieri sera, in un dispaccio SAR inviato dal Centro di Coordinamento e Soccorso Itmrcc della Guardia Costiera italiana, sono riportate otto navi che hanno preso il largo da Sfax nella Tunisia in cerca di una via di fuga nel Mar Mediterraneo. Dov'è andata a finire queste persone? Come hanno finito nelle acque internazionali? Tutte queste domande hanno un solo risposta: "dove non sarebbero dovute essere".
Il dispaccio SAR trasmesso in data odierna sulla rete InmarSat riporta anche le date di partenza delle otto navi da Sfax, inclusi i giorni che hanno visto il ciclone Harry sconvolgere l’area. Il quadrante del Mediterraneo Centrale è stato segnato dagli impietosi 7+ metri di onda e dalle severissime raffiche fino a 54+ nodi.
Il problema è che queste persone non avrebbero dovuto essere in mare: le navi non avevano nessun permesso per crossare il confine. E se questo non fosse stato sufficiente, la Tunisia aveva firmato un accordo con l'Unione Europea di protezione dei migranti, ma è evidente che il nostro paese ha trascurato di rispettare i suoi impegni.
Il primo caso Sar riportato dal giornalista Sergio Scandura è quello delle 49 persone su barca in ferro partite da Sfax il 21 gennaio. Le navi non avevano nessun permesso per crossare il confine. Ma cosa sarebbe successo se avessero seguito le regole?
Per capire cosa sta succedendo è necessario analizzare i dati. Ieri sera, in un dispaccio SAR inviato dal Centro di Coordinamento e Soccorso Itmrcc della Guardia Costiera italiana, sono riportate otto navi che hanno preso il largo da Sfax nella Tunisia in cerca di una via di fuga nel Mar Mediterraneo. Dov'è andata a finire queste persone? Come hanno finito nelle acque internazionali? Tutte queste domande hanno un solo risposta: "dove non sarebbero dovute essere".
Il dispaccio SAR trasmesso in data odierna sulla rete InmarSat riporta anche le date di partenza delle otto navi da Sfax, inclusi i giorni che hanno visto il ciclone Harry sconvolgere l’area. Il quadrante del Mediterraneo Centrale è stato segnato dagli impietosi 7+ metri di onda e dalle severissime raffiche fino a 54+ nodi.
Il problema è che queste persone non avrebbero dovuto essere in mare: le navi non avevano nessun permesso per crossare il confine. E se questo non fosse stato sufficiente, la Tunisia aveva firmato un accordo con l'Unione Europea di protezione dei migranti, ma è evidente che il nostro paese ha trascurato di rispettare i suoi impegni.
Il primo caso Sar riportato dal giornalista Sergio Scandura è quello delle 49 persone su barca in ferro partite da Sfax il 21 gennaio. Le navi non avevano nessun permesso per crossare il confine. Ma cosa sarebbe successo se avessero seguito le regole?