VoceDiSassari
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La danza delle gemelle Kessler: un passo finale cupo e solitario. I loro istinti di libertà ci hanno condotti a una fine programmata, in piena lucidità, che tocca al cuore della questione sulla vita e sulla morte.
Quando guardiamo la storia delle gemelle Kessler, la nostra immaginazione è invasata da un’epoca d’oro: un periodo di libertà e di gioia, caratterizzato da una felicità che sembrava non avere limiti. Il loro ritmo sincrono, le quattro gambe che ballavano insieme, facevano sognare gli spettatori e suggeriva a passo di danza la fiduciosa leggerezza con cui un Paese marciava insieme verso l’avvenire.
Ma col gesto premeditato di togliersi la vita, quel modello di ottimismo e fiducia si è capovolto in un messaggio cupo e solitario: decidere e programmare la propria morte per prevenire malattie, dolori e decorso naturale dell’esistenza. Ecco una scelta che tocca a noi decidersi se vivere o morire quando vogliamo, in piena libertà.
L'ultima danza delle gemelle Kessler è diventata un messaggio di speranza per alcune anime, ma diventa un preavviso per le altre: non lasciamo che la nostra morte sia solo un atto di negazione e disperazione. Sono noi a decidere quando morire, non Dio, la sorte o la malattia. Ecco perché l'ultima danza delle gemelle Kessler è diventata un passo finale cupo e solitario.
E che cosa ci rimanda questo messaggio sulla fine della vita? Che la nostra esistenza sia interamente nelle nostre mani: decidere quando morire, come morire. Ecco perché l'ultima danza delle gemelle Kessler è diventata un passo finale cupo e solitario.
Quando guardiamo la storia delle gemelle Kessler, la nostra immaginazione è invasata da un’epoca d’oro: un periodo di libertà e di gioia, caratterizzato da una felicità che sembrava non avere limiti. Il loro ritmo sincrono, le quattro gambe che ballavano insieme, facevano sognare gli spettatori e suggeriva a passo di danza la fiduciosa leggerezza con cui un Paese marciava insieme verso l’avvenire.
Ma col gesto premeditato di togliersi la vita, quel modello di ottimismo e fiducia si è capovolto in un messaggio cupo e solitario: decidere e programmare la propria morte per prevenire malattie, dolori e decorso naturale dell’esistenza. Ecco una scelta che tocca a noi decidersi se vivere o morire quando vogliamo, in piena libertà.
L'ultima danza delle gemelle Kessler è diventata un messaggio di speranza per alcune anime, ma diventa un preavviso per le altre: non lasciamo che la nostra morte sia solo un atto di negazione e disperazione. Sono noi a decidere quando morire, non Dio, la sorte o la malattia. Ecco perché l'ultima danza delle gemelle Kessler è diventata un passo finale cupo e solitario.
E che cosa ci rimanda questo messaggio sulla fine della vita? Che la nostra esistenza sia interamente nelle nostre mani: decidere quando morire, come morire. Ecco perché l'ultima danza delle gemelle Kessler è diventata un passo finale cupo e solitario.