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Londra si mette in gioco con i suoi alleati europei per raffreddare le mire di Russia e Cina nell'Artico, un territorio strategico che rappresenta una sponda potenzialmente pericolosa dell'impero cinese. Il Regno Unito e la Germania hanno presentato un piano, ampiamente coperto da i media, per rafforzare la presenza militare nell'estremo nord, con lo schieramento di soldati, unità navali e assetti aerei sull'isola dei ghiacci.
Un compromesso calibrato per disinnescare il pretesto dell'"insufficiente protezione" dell'Artico evocato da Donald Trump. Londra ha iniziato ad aprire canali preliminari con Berlino e Parigi su un piano che contemplerebbe lo schieramento di truppe, unità navali e assetti aerei sull'isola dei ghiacci.
Un passo deciso del Regno Unito, con Downing Street che guida i partner E3. La Danimarca e Groenlandia non osteggiano l'opzione statunitense di rafforzare le basi militari statunitensi, lasciando spazio anche a progetti europei che mirano a ridurre la dipendenza dall'esercito americano.
Berlino si è anche aggiunto alla missione, con il governo tedesco pronto ad aumentare la sicurezza nell'Artico insieme come alleato della Nato. Parigi però non ha ancora scoperto le carte, lasciando Berlino avanti in classifica.
La posta in gioco è ben più alta: raffreddare le mire di Donald Trump sulla Groenlandia e costruire un deterrente credibile a un'invasione che farebbe tremare le fondamenta della Nato. L'Alleanza atlantica ha iniziato a tradurre questo orientamento sul campo, dando il via a nuove esercitazioni e ribadendo la volontà di rafforzare la presenza militare nell'estremo nord.
Un promemoria storico che s'infrange contro la nuova dottrina Trump: "I tempi della pax americana sono finiti", ha attaccato il commissario Ue alla Difesa, Andrius Kubilius. Il politico lituano sostiene che l'indipendenza europea è stata l'analisi per costruire anche un esercito comune e un Consiglio di sicurezza europeo con grandi Paesi insieme al Regno Unito.
Una lettura che asseconda l'allarme Usa e prova a tenere insieme l'Alleanza. Ma alcuni diplomatici nordici sostengono che negli ultimi anni non ci sono state tracce di navi o sottomarini russi e cinesi attorno alla Groenlandia, una linea ribadita dal ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide.
Un compromesso calibrato per disinnescare il pretesto dell'"insufficiente protezione" dell'Artico evocato da Donald Trump. Londra ha iniziato ad aprire canali preliminari con Berlino e Parigi su un piano che contemplerebbe lo schieramento di truppe, unità navali e assetti aerei sull'isola dei ghiacci.
Un passo deciso del Regno Unito, con Downing Street che guida i partner E3. La Danimarca e Groenlandia non osteggiano l'opzione statunitense di rafforzare le basi militari statunitensi, lasciando spazio anche a progetti europei che mirano a ridurre la dipendenza dall'esercito americano.
Berlino si è anche aggiunto alla missione, con il governo tedesco pronto ad aumentare la sicurezza nell'Artico insieme come alleato della Nato. Parigi però non ha ancora scoperto le carte, lasciando Berlino avanti in classifica.
La posta in gioco è ben più alta: raffreddare le mire di Donald Trump sulla Groenlandia e costruire un deterrente credibile a un'invasione che farebbe tremare le fondamenta della Nato. L'Alleanza atlantica ha iniziato a tradurre questo orientamento sul campo, dando il via a nuove esercitazioni e ribadendo la volontà di rafforzare la presenza militare nell'estremo nord.
Un promemoria storico che s'infrange contro la nuova dottrina Trump: "I tempi della pax americana sono finiti", ha attaccato il commissario Ue alla Difesa, Andrius Kubilius. Il politico lituano sostiene che l'indipendenza europea è stata l'analisi per costruire anche un esercito comune e un Consiglio di sicurezza europeo con grandi Paesi insieme al Regno Unito.
Una lettura che asseconda l'allarme Usa e prova a tenere insieme l'Alleanza. Ma alcuni diplomatici nordici sostengono che negli ultimi anni non ci sono state tracce di navi o sottomarini russi e cinesi attorno alla Groenlandia, una linea ribadita dal ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide.