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La retribuzione media dei lavoratori privati e pubblici non ha recuperato il potere d'acquisto. Tra il 2014 e il 2024, le retribuzioni medie dei lavoratori privati sono cresciute del 14,7%, mentre quelle dei lavoratori pubblici sono salite dell'11,7%. Questo significa che il potere d'acquisto delle famiglie non è aumentato in modo significativo.
La retribuzione media annuale per i dipendenti privati è di 24.486 euro, mentre quella dei dipendenti pubblici è di 35.350 euro. Tuttavia, se si considerano solo le retribuzioni contrattuali e non quelle effettive che tengono conto degli straordinari, il gap tra l'aumento nominale dei salari e quello dei prezzi è stato di oltre nove punti.
Nel privato, le donne continuano ad avere retribuzioni medie molto più basse di quelle degli uomini. La retribuzione media annua delle donne è di poco sotto i 20 mila euro, mentre quella degli uomini è quasi di 28 mila euro. Il gender pay gap è solo in parte spiegato dal minor numero di giornate retribuite per le donne.
Negli ultimi due anni, comunque, si è assistito a una crescita delle retribuzioni reali anche grazie alla bassa inflazione e al richiamato gap temporale dei rinnovi contrattuali. Tuttavia, gli incrementi salariali sono correlati alle dinamiche della produttività del lavoro che nel nostro paese è condizionata da fattori strutturali.
L'analisi delle retribuzioni nette tra il 2014 e il 2024 evidenzia incrementi più elevati e una maggiore tenuta del potere d'acquisto delle famiglie soprattutto per le fasce di reddito medio basse. In pratica, i redditi alti si sono difesi di più sul mercato, sebbene in maniera incompleta rispetto all'inflazione. I redditi medi e bassi, invece, hanno ottenuto risultati inferiori, ma sono stati soccorsi dagli interventi a carico della fiscalità generale, quasi annullando l'impatto dell'inflazione.
In sintesi, la retribuzione media dei lavoratori privati e pubblici non ha recuperato il potere d'acquisto, anche se c'è stato un aumento delle retribuzioni reali negli ultimi due anni. Tuttavia, i risultati sono ancora influenzati da fattori strutturali e dalle dinamiche della produttività del lavoro.
La retribuzione media annuale per i dipendenti privati è di 24.486 euro, mentre quella dei dipendenti pubblici è di 35.350 euro. Tuttavia, se si considerano solo le retribuzioni contrattuali e non quelle effettive che tengono conto degli straordinari, il gap tra l'aumento nominale dei salari e quello dei prezzi è stato di oltre nove punti.
Nel privato, le donne continuano ad avere retribuzioni medie molto più basse di quelle degli uomini. La retribuzione media annua delle donne è di poco sotto i 20 mila euro, mentre quella degli uomini è quasi di 28 mila euro. Il gender pay gap è solo in parte spiegato dal minor numero di giornate retribuite per le donne.
Negli ultimi due anni, comunque, si è assistito a una crescita delle retribuzioni reali anche grazie alla bassa inflazione e al richiamato gap temporale dei rinnovi contrattuali. Tuttavia, gli incrementi salariali sono correlati alle dinamiche della produttività del lavoro che nel nostro paese è condizionata da fattori strutturali.
L'analisi delle retribuzioni nette tra il 2014 e il 2024 evidenzia incrementi più elevati e una maggiore tenuta del potere d'acquisto delle famiglie soprattutto per le fasce di reddito medio basse. In pratica, i redditi alti si sono difesi di più sul mercato, sebbene in maniera incompleta rispetto all'inflazione. I redditi medi e bassi, invece, hanno ottenuto risultati inferiori, ma sono stati soccorsi dagli interventi a carico della fiscalità generale, quasi annullando l'impatto dell'inflazione.
In sintesi, la retribuzione media dei lavoratori privati e pubblici non ha recuperato il potere d'acquisto, anche se c'è stato un aumento delle retribuzioni reali negli ultimi due anni. Tuttavia, i risultati sono ancora influenzati da fattori strutturali e dalle dinamiche della produttività del lavoro.