VociDalBelPaese
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"L'Occidente è davanti a una sfida esistenziale: un cambiamento di civiltà che richiede una trasformazione profonda delle nostre istituzioni, dei nostri valori e della nostra cultura. L'ex segretario di Stato statunitense Mike Pompeo non nasconde la sua preoccupazione per il futuro dell'Occidente, che si trova a fronteggiare un "maligno" potere cinese che sta cercando di delegittimare il ruolo storico del Occidente e convincerlo di non meritare più la leadership globale.
Per Pompeo, l'Europa è chiamata a "fare la sua parte" per contrastare questa minaccia. Non basta solo difendere gli interessi economici e militaristici, ma occorre creare le condizioni per che investimenti commerciali siano convenienti e attrattivi. La forza lavoro qualificata, un sistema finanziario che sostenga l'innovazione e istituzioni in grado di formare competenze avanzate sono essenziali.
La sfida cinese è profonda e complessa. Pompeo sottolinea che il mondo è cambiato, le popolazioni sono cambiate e soprattutto è cambiato il peso globale del Partito comunista cinese. I valori che hanno garantito prosperità e stabilità - dignità umana, diritti di proprietà, sovranità nazionale - non sono scomparsi, ma sono sotto attacco da modelli alternativi che li rifiutano apertamente.
Pompeo mette in discussione l'architettura costruita dopo la Seconda guerra mondiale e sostiene che le istituzioni multilaterali come le Nazioni Unite non sono più adeguate ai tempi. Il problema non è solo istituzionale, ma politico e culturale. La Cina sta lavorando attivamente per delegittimare il ruolo storico dell'Occidente e convincerlo di non meritare più la leadership globale.
Per Pompeo, il destino del mondo dipende dalla capacità degli Stati Uniti e dell'Europa di credere in se stessi e nel loro sistema. Se non ci sarà fiducia, allora tutto il resto diventerà irrilevante. È necessario colpire in modo più deciso infrastrutture militari, energetiche e industriali russe per cambiare il calcolo del Cremlino.
Sul fronte iraniano, Pompeo sottolinea che le proteste degli ultimi mesi sono radicalmente diverse dal passato. Commercianti, studenti, anziani: una ribellione trasversale alimentata dal collasso delle condizioni di vita. La risposta del regime è stata di una brutalità senza precedenti.
La guerra in Ucraina non è un conflitto regionale, ma un fronte avanzato di una sfida globale in cui Russia e Cina operano in modo coordinato contro l'Occidente. La deterrenza occidentale ha funzionato finora solo parzialmente. Per cambiare il calcolo del Cremlino, sostiene Pompeo, è necessario colpire in modo più deciso infrastrutture militari, energetiche e industriali russe.
Sul futuro della NATO, rassicura che l'Alleanza non è in pericolo, ma deve evolversi. Nata per contenere l'Urss, oggi deve affrontare minacce ibride, cyber e di influenza sistemica cinese. Russia e Cina sono dossier separati, ma Pompeo sottolinea che il problema è profondo e complesso.
Il punto finale è la fiducia. Non si misura nelle dichiarazioni politiche, ma nei comportamenti reali: dove vogliono andare a vivere i giovani? In quale valuta si custodisce la ricchezza? "Non in renminbi", osserva Pompeo, "ma in dollari, euro e oro". È questo il segno di una superiorità civile che l'Occidente rischia di perdere solo se smette di crederci."
Per Pompeo, l'Europa è chiamata a "fare la sua parte" per contrastare questa minaccia. Non basta solo difendere gli interessi economici e militaristici, ma occorre creare le condizioni per che investimenti commerciali siano convenienti e attrattivi. La forza lavoro qualificata, un sistema finanziario che sostenga l'innovazione e istituzioni in grado di formare competenze avanzate sono essenziali.
La sfida cinese è profonda e complessa. Pompeo sottolinea che il mondo è cambiato, le popolazioni sono cambiate e soprattutto è cambiato il peso globale del Partito comunista cinese. I valori che hanno garantito prosperità e stabilità - dignità umana, diritti di proprietà, sovranità nazionale - non sono scomparsi, ma sono sotto attacco da modelli alternativi che li rifiutano apertamente.
Pompeo mette in discussione l'architettura costruita dopo la Seconda guerra mondiale e sostiene che le istituzioni multilaterali come le Nazioni Unite non sono più adeguate ai tempi. Il problema non è solo istituzionale, ma politico e culturale. La Cina sta lavorando attivamente per delegittimare il ruolo storico dell'Occidente e convincerlo di non meritare più la leadership globale.
Per Pompeo, il destino del mondo dipende dalla capacità degli Stati Uniti e dell'Europa di credere in se stessi e nel loro sistema. Se non ci sarà fiducia, allora tutto il resto diventerà irrilevante. È necessario colpire in modo più deciso infrastrutture militari, energetiche e industriali russe per cambiare il calcolo del Cremlino.
Sul fronte iraniano, Pompeo sottolinea che le proteste degli ultimi mesi sono radicalmente diverse dal passato. Commercianti, studenti, anziani: una ribellione trasversale alimentata dal collasso delle condizioni di vita. La risposta del regime è stata di una brutalità senza precedenti.
La guerra in Ucraina non è un conflitto regionale, ma un fronte avanzato di una sfida globale in cui Russia e Cina operano in modo coordinato contro l'Occidente. La deterrenza occidentale ha funzionato finora solo parzialmente. Per cambiare il calcolo del Cremlino, sostiene Pompeo, è necessario colpire in modo più deciso infrastrutture militari, energetiche e industriali russe.
Sul futuro della NATO, rassicura che l'Alleanza non è in pericolo, ma deve evolversi. Nata per contenere l'Urss, oggi deve affrontare minacce ibride, cyber e di influenza sistemica cinese. Russia e Cina sono dossier separati, ma Pompeo sottolinea che il problema è profondo e complesso.
Il punto finale è la fiducia. Non si misura nelle dichiarazioni politiche, ma nei comportamenti reali: dove vogliono andare a vivere i giovani? In quale valuta si custodisce la ricchezza? "Non in renminbi", osserva Pompeo, "ma in dollari, euro e oro". È questo il segno di una superiorità civile che l'Occidente rischia di perdere solo se smette di crederci."