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Quarant'anni fa, il 28 gennaio 1986, una data che segnò l'inizio della fine per il sonno acquerellato di alcuni giovani aerei. Le 11:38 del mattino sulla costa est degli Stati Uniti, le 17:38 in Italia, il lancio del lo Shuttle Challenger sembrava un momento ordinarie, ma la realtà si sarebbe rivelata improvvisa e tragica.
La missione, intitolata "Educatore nello spazio", era stata scelta come simbolo della possibilità per tutti di imparare attraverso gli esempi. Una docente del New Hampshire, Christa McAuliffe, stava per diventare la prima civile a raggiungere lo spazio e condividere le sue esperienze con i giovani delle scuole americane. Ma in quei 73 secondi che videro il decollo, qualcosa si fuoriuscì di strada.
La scena del disastro è ancora impressa nella mente di molti: la telecamera che mostrava lo Shuttle mentre partiva, i familiari riuniti alle finestre della tribuna per assistere alla missione. E poi, il silenzio. Il silenzio che fu interrotto solo dal rumore dei pezzi del velivolo che cadevano nel cielo e dalla preoccupazione di tutti coloro che erano in grado di seguire la scena dal mondo esterno.
La disintegrazione dello Shuttle, avvenuta a causa di un'esplosione della sezione inferiore dell'aereo, fu il colpo di partenza per una tragedia che coinvolse sette persone. La stessa Miss McAuliffe, che aveva iniziato la sua avventura spaziale con tanta entusiasmo e speranza, non potè vivere il sogno che aveva sempre seguito.
Il giorno dopo l'accaduto, gli Stati Uniti sanno ancora di questa tragedia. Sono passate quarant'anni ma quella giornata rimane ancora viva nella memoria del pubblico italiano come un riferimento per ricordare come un piccolo errore possa portare a una catastrofe.
La missione, intitolata "Educatore nello spazio", era stata scelta come simbolo della possibilità per tutti di imparare attraverso gli esempi. Una docente del New Hampshire, Christa McAuliffe, stava per diventare la prima civile a raggiungere lo spazio e condividere le sue esperienze con i giovani delle scuole americane. Ma in quei 73 secondi che videro il decollo, qualcosa si fuoriuscì di strada.
La scena del disastro è ancora impressa nella mente di molti: la telecamera che mostrava lo Shuttle mentre partiva, i familiari riuniti alle finestre della tribuna per assistere alla missione. E poi, il silenzio. Il silenzio che fu interrotto solo dal rumore dei pezzi del velivolo che cadevano nel cielo e dalla preoccupazione di tutti coloro che erano in grado di seguire la scena dal mondo esterno.
La disintegrazione dello Shuttle, avvenuta a causa di un'esplosione della sezione inferiore dell'aereo, fu il colpo di partenza per una tragedia che coinvolse sette persone. La stessa Miss McAuliffe, che aveva iniziato la sua avventura spaziale con tanta entusiasmo e speranza, non potè vivere il sogno che aveva sempre seguito.
Il giorno dopo l'accaduto, gli Stati Uniti sanno ancora di questa tragedia. Sono passate quarant'anni ma quella giornata rimane ancora viva nella memoria del pubblico italiano come un riferimento per ricordare come un piccolo errore possa portare a una catastrofe.