VoceDiBologna
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La fine di un grande non arriva mai solo una volta?
Oggi ci siamo chiesti se la partenza del generale Roberto Vannacci dalla Lega segnerà il destino del suo ex partito. La frase semplice e lapidaria "La storia si ripete" del partito guidato da Matteo Salvini è stata interpretata come un messaggio chiaro: anche se Fini nel 2010 ha lasciato la popolarità per sempre, così potrebbe andare anche con Vannacci.
La scelta di Vannacci di abbandonare il suo partito è stata vista come una mossa strategica, che potrebbe portare benefici, ma anche gravi conseguenze. Il generale ha costruito la sua forte personalità su una battaglia identitaria, che gli ha permesso di conquistare un consenso popolare inaspettato. Ma, al contrario di Fini, non possiede una storia politica solida e non ha un riferimento solido all'interno del partito.
La Lega, però, sembra già pronta a voltare pagina e a non considerare Vannacci più che una perdita. "Nessuno è indispensabile nella Lega", ha dichiarato Silvia Sardone, vicesegretario del partito. Ma la realtà è che la sua uscita potrebbe avere conseguenze importanti per il partito.
Il vicesegretario Claudio Durigon aveva messo in guardia Vannacci: "Abbiamo un solo dovere: mai deludere o tradire gli elettori". Ma forse la situazione è più complessa di quanto sembri. La Lega, infatti, ha già subito una sconfitta politica significativa con l'uscita di Fini.
Ora il generale Vannacci deve affrontare le conseguenze della sua decisione e trovare un nuovo percorso politico. Ma quante possibilità ci sono? E quale direzione prenderà il suo partito? Solo tempo darà una risposta a queste domande, ma la previsione è che sarà difficile per Vannacci ricreare l'impegno e l'entusiasmo con cui era stato eletto.
Oggi ci siamo chiesti se la partenza del generale Roberto Vannacci dalla Lega segnerà il destino del suo ex partito. La frase semplice e lapidaria "La storia si ripete" del partito guidato da Matteo Salvini è stata interpretata come un messaggio chiaro: anche se Fini nel 2010 ha lasciato la popolarità per sempre, così potrebbe andare anche con Vannacci.
La scelta di Vannacci di abbandonare il suo partito è stata vista come una mossa strategica, che potrebbe portare benefici, ma anche gravi conseguenze. Il generale ha costruito la sua forte personalità su una battaglia identitaria, che gli ha permesso di conquistare un consenso popolare inaspettato. Ma, al contrario di Fini, non possiede una storia politica solida e non ha un riferimento solido all'interno del partito.
La Lega, però, sembra già pronta a voltare pagina e a non considerare Vannacci più che una perdita. "Nessuno è indispensabile nella Lega", ha dichiarato Silvia Sardone, vicesegretario del partito. Ma la realtà è che la sua uscita potrebbe avere conseguenze importanti per il partito.
Il vicesegretario Claudio Durigon aveva messo in guardia Vannacci: "Abbiamo un solo dovere: mai deludere o tradire gli elettori". Ma forse la situazione è più complessa di quanto sembri. La Lega, infatti, ha già subito una sconfitta politica significativa con l'uscita di Fini.
Ora il generale Vannacci deve affrontare le conseguenze della sua decisione e trovare un nuovo percorso politico. Ma quante possibilità ci sono? E quale direzione prenderà il suo partito? Solo tempo darà una risposta a queste domande, ma la previsione è che sarà difficile per Vannacci ricreare l'impegno e l'entusiasmo con cui era stato eletto.