Il referendum sulla giustizia: una battaglia per rafforzare lo Stato di diritto e difendere i diritti dei cittadini.
Secondo l'ex presidente del Senato Marcello Pera, il quesito referendario è un'opportunità che va colta senza ambiguità, poiché "la giustizia non può essere terreno di scontro permanente". Il Sì al referendum sulla Giustizia rappresenta una scelta di responsabilità istituzionale, che vuole rafforzare lo Stato di diritto e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Il professor Nicolo Zanon, vicepresidente della Corte Costituzionale e presidente del Comitato nazionale 'Si Riforma', attacca invece i sostenitori del No e le loro accuse surreali. Secondo di lui "siamo di fronte a una campagna incarognita" che va contrapposta con un atteggiamento positivo e pacato. Il professor Zanon sostiene infatti che il fronte del No tradisce la Costituzione, difendendo invece il potere dell'Anm che ha colonizzato il Csm con le sue correnti.
Ex parlamentari di sinistra come Nicola Latorre e Cesare Salvi hanno partecipato al convegno per sostenere le ragioni del Sì. Secondo Latorre, la posta in gioco di questa competizione referendaria è "sostanzialmente riportare le attenzioni della giustizia sulla tutela dell'interesse, dei diritti del cittadino". Salvi sottolinea invece che "sarà finalmente rotto l'assetto corporativo della magistratura", e si porrà fine anche al correntismo.
Secondo l'ex presidente del Senato Marcello Pera, il quesito referendario è un'opportunità che va colta senza ambiguità, poiché "la giustizia non può essere terreno di scontro permanente". Il Sì al referendum sulla Giustizia rappresenta una scelta di responsabilità istituzionale, che vuole rafforzare lo Stato di diritto e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Il professor Nicolo Zanon, vicepresidente della Corte Costituzionale e presidente del Comitato nazionale 'Si Riforma', attacca invece i sostenitori del No e le loro accuse surreali. Secondo di lui "siamo di fronte a una campagna incarognita" che va contrapposta con un atteggiamento positivo e pacato. Il professor Zanon sostiene infatti che il fronte del No tradisce la Costituzione, difendendo invece il potere dell'Anm che ha colonizzato il Csm con le sue correnti.
Ex parlamentari di sinistra come Nicola Latorre e Cesare Salvi hanno partecipato al convegno per sostenere le ragioni del Sì. Secondo Latorre, la posta in gioco di questa competizione referendaria è "sostanzialmente riportare le attenzioni della giustizia sulla tutela dell'interesse, dei diritti del cittadino". Salvi sottolinea invece che "sarà finalmente rotto l'assetto corporativo della magistratura", e si porrà fine anche al correntismo.