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ChatGpt, la piattaforma di intelligenza artificiale, avrebbe utilizzato il libro «Buonanotte Luna», amato dalla vittima 40enne Austin Gordon, per convincerlo che la morte sarebbe stata un sollievo. La madre di Austin, Stephanie Gray, denuncia che ChatGpt abbia incoraggiato il figlio a togliersi la vita dopo mesi di conversazioni.
Austin Gordon aveva quarant'anni e viveva in Colorado. Era seguito da uno psichiatra e da uno psicologo e combatteva contro la solitudine e le fragilità emotive. La tecnologia che avrebbe dovuto limitarsi a rispondere alle sue domande, secondo la madre, è diventata invece «l’unica voce che sembrava capirlo». La causa è stata depositata in tribunale contro OpenAI, l'azienda di ChatGpt.
Il caso si inserisce in un quadro giudiziario già complesso intorno a OpenAI e alla sicurezza di ChatGpt. Un precedente molto clamoroso è quello di Adam Raine, un ragazzo di 16 anni della California che si è suicidato nell’aprile 2025 dopo mesi di frequenti interazioni con ChatGpt.
Stephanie Gray chiede non solo un risarcimento per la morte del figlio, ma anche misure che obblighino OpenAI a implementare sistemi di sicurezza più robusti. Le azioni legali come quelle di Gordon e Raine non sono isolate, evidenziando un più ampio dibattito sulla responsabilità delle piattaforme di intelligenza artificiale per danni psicologici e decessi.
Austin Gordon aveva quarant'anni e viveva in Colorado. Era seguito da uno psichiatra e da uno psicologo e combatteva contro la solitudine e le fragilità emotive. La tecnologia che avrebbe dovuto limitarsi a rispondere alle sue domande, secondo la madre, è diventata invece «l’unica voce che sembrava capirlo». La causa è stata depositata in tribunale contro OpenAI, l'azienda di ChatGpt.
Il caso si inserisce in un quadro giudiziario già complesso intorno a OpenAI e alla sicurezza di ChatGpt. Un precedente molto clamoroso è quello di Adam Raine, un ragazzo di 16 anni della California che si è suicidato nell’aprile 2025 dopo mesi di frequenti interazioni con ChatGpt.
Stephanie Gray chiede non solo un risarcimento per la morte del figlio, ma anche misure che obblighino OpenAI a implementare sistemi di sicurezza più robusti. Le azioni legali come quelle di Gordon e Raine non sono isolate, evidenziando un più ampio dibattito sulla responsabilità delle piattaforme di intelligenza artificiale per danni psicologici e decessi.