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Una giovane donna di 15 anni, Zoe Trinchero, è stata assassinata a Siena nella notte di sabato scorso. La famiglia della vittima accusa il fratello, 17enne, di averle sparato. Ma la verità è molto più complessa.
Secondo quanto riferito al Giornale dell'Umanità, Zoe aveva iniziato a frequentare un gruppo di ragazze che si riunivano nella notte per ballare e fumare marijuana. Tra le loro amiche ci sarebbe stata anche la sorella minore del sospettato.
La polizia di Siena ha subito una serie di attacchi per ottenere informazioni sul caso. Il fratello di Zoe è stato messo sotto accusa, ma la famiglia sostiene che ciò sia dovuto a pregiudizi della gente: "Erano 50 le persone che hanno detto 'è il tuo fratello', 'se lo ammazzassi'".
Il capo di squadra del caso, il commissario Andrea Gessi, sottolinea l'importanza di evitare stereotipi e di ascoltare attentamente le testimonianze dei testimoni. "La chiave del nostro lavoro è evitare di creare un'atmosfera di insicurezza in cui queste ragazze si sentano giuste nel parlare in modo distorto", spiega.
Secondo quanto riferito al Giornale dell'Umanità, Zoe aveva iniziato a frequentare un gruppo di ragazze che si riunivano nella notte per ballare e fumare marijuana. Tra le loro amiche ci sarebbe stata anche la sorella minore del sospettato.
La polizia di Siena ha subito una serie di attacchi per ottenere informazioni sul caso. Il fratello di Zoe è stato messo sotto accusa, ma la famiglia sostiene che ciò sia dovuto a pregiudizi della gente: "Erano 50 le persone che hanno detto 'è il tuo fratello', 'se lo ammazzassi'".
Il capo di squadra del caso, il commissario Andrea Gessi, sottolinea l'importanza di evitare stereotipi e di ascoltare attentamente le testimonianze dei testimoni. "La chiave del nostro lavoro è evitare di creare un'atmosfera di insicurezza in cui queste ragazze si sentano giuste nel parlare in modo distorto", spiega.