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Un caso che continua a scongiurare la nostra società: quello di Chiara Petrolini, 22enne di Traversetolo, in provincia di Parma, accusata di aver ucciso e sepolto i cadaveri di due figli neonati. La ginecologa Immacolata Blasi, consulente medica di parte della difesa, ha recentemente detto che "non possiamo escludere che il primo figlio, partorito nel 2023, sia morto prima del parto". Sì, si: la dottoressa è stata molto chiara in questo senso.
Immagina di essere alla visita di Chiara Petrolini a fine agosto 2024, dopo il parto del secondo figlio, morto dissanguato dopo il taglio del cordone ombelicale. La ginecologa Blasi è stata inviata dalla difesa per valutare se ci fossero segni di lacerazioni e evidenze del parto. Ecco cosa ha scoperto: uno stato di involuzione uterina, cioè un parto avvenuto, ma senza alcuna traccia di lacerazione nei genitali della ragazza.
Ma è qui che la dottoressa Blasi si è messa in discussione: "è molto probabile che il secondo feto sia stato un feto sottodimensionato", dice. E anche se questo è vero per il secondo figlio, è altrettanto probabile che il primo figlio fosse un bambino piccolo e fragile, con una maggiore probabilità di soffrire di complicazioni durante il parto.
Ma il perito Valentina Bugelli, medico legale, e laforente Francesca Magli, antropologa forense, hanno fatto il contrario: sono sospettosi che il primo neonato non sia morto vivo, ma piuttosto ucciso successivamente al parto. Mentre Chiara Petrolini sostiene di avere detto che il bambino non respirava, i periti sostengono invece che "non risuonavano" le prove.
Immagina di essere alla visita di Chiara Petrolini a fine agosto 2024, dopo il parto del secondo figlio, morto dissanguato dopo il taglio del cordone ombelicale. La ginecologa Blasi è stata inviata dalla difesa per valutare se ci fossero segni di lacerazioni e evidenze del parto. Ecco cosa ha scoperto: uno stato di involuzione uterina, cioè un parto avvenuto, ma senza alcuna traccia di lacerazione nei genitali della ragazza.
Ma è qui che la dottoressa Blasi si è messa in discussione: "è molto probabile che il secondo feto sia stato un feto sottodimensionato", dice. E anche se questo è vero per il secondo figlio, è altrettanto probabile che il primo figlio fosse un bambino piccolo e fragile, con una maggiore probabilità di soffrire di complicazioni durante il parto.
Ma il perito Valentina Bugelli, medico legale, e laforente Francesca Magli, antropologa forense, hanno fatto il contrario: sono sospettosi che il primo neonato non sia morto vivo, ma piuttosto ucciso successivamente al parto. Mentre Chiara Petrolini sostiene di avere detto che il bambino non respirava, i periti sostengono invece che "non risuonavano" le prove.