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"Era come se avessimo deciso di morire tutti insieme". Così Kid Yugi descrive l'atmosfera che si è creata intorno alla uscita del suo nuovo disco "Anche gli Eroi Muoiono". L'artista massafrese, classe 2001, è una delle penne più interessanti della scena urban italiana e le aspettative attorno al progetto erano alte.
Tutti sapevamo che sarebbe stato un album molto forte, ma non potevamo immaginare quanto avrebbe potuto sorprenderci. Il primo brano "L'Ultimo a Cadere" inizia con la voce di Giovanni Lindo Ferretti dei CCCP, tratta da una sua canzone "Occitania", che parla della persecuzione dei Catari.
La strofa di Yugi è per lo più crude e affilate, ma ci sono solo due brani potenzialmente radiofonici, "Eroina" ed "Push It". Il titolo di quest'ultimo è nato da un gioco di parole: il femminile di 'eroe' e la sostanza stupefacente. Probabilmente non sono mai esistiti gli eroi vere e proprie persone. La visione realistica di Yugi non passa per la glorificazione umana, ma ogni persona ha un lato "mostruoso". I confini sono più sfumati che mai, non esiste il partito dei buoni e quello dei cattivi.
Il disco scorre bene, anche se non è il miglior progetto di Yugi. Il brano "Push It" si adatta ad Anna, cantando su un sound "Miami-based". Il pezzo con Anna ha ricevuto giudizi contrastanti, ma per Yugi è più importante che piace e diverta.
Le ultime tre tracce del progetto sono le più intime e complete. Una di queste, "Per il Sangue Versato", parla del senso d'impotenza che si prova nell'essere artista nei momenti in cui una persona (cara) ha una salute precaria. L'arte e la musica alleviano, ma non guariscono.
Il rapper spiega che si è sentito molto attaccato alla vita, ed è "bellissima". Non sa se Dio esiste, ma facciamo finta che ci possa guardare dall’alto, a quel punto direbbe: “A quali elementi della vita sono attaccati?” Probabilmente a cose che forse non sono manco così importanti.
Il riferimento a Chuck Norris è stato l'emblema dell'uomo indistruttibile e ha ispirato anche il brano "Gilgamesh", che parla di questo re di Uruk che cerca l'immortalità.
Il film giapponese "Bullet Ballet" è stato un grande influente per Yugi, che vede in esso una metafora della società odierna e dell'uomo che si sente opprimente rispetto all'individuo.
Tutti sapevamo che sarebbe stato un disco forte, ma non potevamo immaginare quanto avrebbe potuto sorprenderci.
Tutti sapevamo che sarebbe stato un album molto forte, ma non potevamo immaginare quanto avrebbe potuto sorprenderci. Il primo brano "L'Ultimo a Cadere" inizia con la voce di Giovanni Lindo Ferretti dei CCCP, tratta da una sua canzone "Occitania", che parla della persecuzione dei Catari.
La strofa di Yugi è per lo più crude e affilate, ma ci sono solo due brani potenzialmente radiofonici, "Eroina" ed "Push It". Il titolo di quest'ultimo è nato da un gioco di parole: il femminile di 'eroe' e la sostanza stupefacente. Probabilmente non sono mai esistiti gli eroi vere e proprie persone. La visione realistica di Yugi non passa per la glorificazione umana, ma ogni persona ha un lato "mostruoso". I confini sono più sfumati che mai, non esiste il partito dei buoni e quello dei cattivi.
Il disco scorre bene, anche se non è il miglior progetto di Yugi. Il brano "Push It" si adatta ad Anna, cantando su un sound "Miami-based". Il pezzo con Anna ha ricevuto giudizi contrastanti, ma per Yugi è più importante che piace e diverta.
Le ultime tre tracce del progetto sono le più intime e complete. Una di queste, "Per il Sangue Versato", parla del senso d'impotenza che si prova nell'essere artista nei momenti in cui una persona (cara) ha una salute precaria. L'arte e la musica alleviano, ma non guariscono.
Il rapper spiega che si è sentito molto attaccato alla vita, ed è "bellissima". Non sa se Dio esiste, ma facciamo finta che ci possa guardare dall’alto, a quel punto direbbe: “A quali elementi della vita sono attaccati?” Probabilmente a cose che forse non sono manco così importanti.
Il riferimento a Chuck Norris è stato l'emblema dell'uomo indistruttibile e ha ispirato anche il brano "Gilgamesh", che parla di questo re di Uruk che cerca l'immortalità.
Il film giapponese "Bullet Ballet" è stato un grande influente per Yugi, che vede in esso una metafora della società odierna e dell'uomo che si sente opprimente rispetto all'individuo.
Tutti sapevamo che sarebbe stato un disco forte, ma non potevamo immaginare quanto avrebbe potuto sorprenderci.