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Il Russia ha lanciato nuovi missili ipersonici nella notte del 20 gennaio scorso, colpendo l'Ucraina con una versione migliorata del "Iskander" e un missile da crociera ipersonico "Zircon". Le fonti ufficiali e non ufficiali confermano che Russia ha utilizzato una versione "1000" del "Iskander", che potrebbe avere una gittata di almeno 1.000 chilometri, una caratteristica inusuale per il missile balistico a corto raggio.
Il nuovo "Iskander" utilizza un motore più potente e efficiente, probabilemente montando una testata di dimensioni ridotte, che gli consente di raggiungere l'obiettivo con più autonomia. La precisione sarebbe migliorata grazie a un nuovo sistema di navigazione e guida.
La Russia ha lanciato anche almeno un "Zircon" dalla Crimea, vettore progettato principalmente per l'attacco anti-nave, ma che può anche effettuare attacchi su obiettivi terrestri. L'"Zircon" è stato già usato almeno una volta nel conflitto in corso e sarebbe in grado di raggiungere velocità fino a Mach 8 volando nella sua fase terminale "a pelo d'acqua".
I missili utilizzati nella notte del 20 gennaio scorso sono stati recuperati in Ucraina, confermano che Russia ha utilizzato bersagli missilistici riadattati per la difesa aerea in un ruolo di attacco terrestre. Questa scelta è duplice: utilizzare droni meno costosi e quindi più spendibili, ma con un carico bellico inferiore rispetto ai missili; e conservare le sue scorte strategiche di vettori come forma di deterrenza nei confronti della NATO.
L'utilizzo del missile "Iskander 1000" è un segnale importante per la stabilità strategica in Europa, poiché si tratta di un altro vettore a medio raggio che si aggiunge al missile "Oreshnik" nell'arsenale russo.
Il nuovo "Iskander" utilizza un motore più potente e efficiente, probabilemente montando una testata di dimensioni ridotte, che gli consente di raggiungere l'obiettivo con più autonomia. La precisione sarebbe migliorata grazie a un nuovo sistema di navigazione e guida.
La Russia ha lanciato anche almeno un "Zircon" dalla Crimea, vettore progettato principalmente per l'attacco anti-nave, ma che può anche effettuare attacchi su obiettivi terrestri. L'"Zircon" è stato già usato almeno una volta nel conflitto in corso e sarebbe in grado di raggiungere velocità fino a Mach 8 volando nella sua fase terminale "a pelo d'acqua".
I missili utilizzati nella notte del 20 gennaio scorso sono stati recuperati in Ucraina, confermano che Russia ha utilizzato bersagli missilistici riadattati per la difesa aerea in un ruolo di attacco terrestre. Questa scelta è duplice: utilizzare droni meno costosi e quindi più spendibili, ma con un carico bellico inferiore rispetto ai missili; e conservare le sue scorte strategiche di vettori come forma di deterrenza nei confronti della NATO.
L'utilizzo del missile "Iskander 1000" è un segnale importante per la stabilità strategica in Europa, poiché si tratta di un altro vettore a medio raggio che si aggiunge al missile "Oreshnik" nell'arsenale russo.