Iran, contro il regime la resistenza delle cineprese: unire poesia e politica aggirando la censura

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In Iran, il cinema si è trasformato in una fonte di resistenza contro il regime. I registi e gli attori che non seguono le regole del potere creano film "liberi" e nascondono la loro arte dietro la censura. Il maestro Abbas Kiarostami ha codificato il linguaggio resistente già nei suoi cortometraggi degli anni '70, riprendendo le conseguenze di piccoli drammi quotidiani.

Gli sceneggiatori devono sottoporre dialoghi e canovacci a un comitato di burocrati che decide se un volto, un gesto o un'auto ferma può passare il vaglio islamico. Nessun protagonista buono può chiamarsi "Davide", nessun Muhammad può essere cattivo.

Il regista Mohammad Rasoulof è stato condannato a cinque anni e frustate per un post contro la repressione a Khuzestan, nel 2024 ha scappato clandestinamente dall'Iran scavalcando le montagne innevate. "La censura ci disabilita, ma l'arte resiste sempre", dice.

Il cinema iraniano si è trasformato in un'antidoto vivo contro il potere oppressivo. I registi e gli attori che continuano a raccontare storie "libre" e a nascondere la loro arte dietro la censura sono diventati una fonte di ispirazione per il popolo iraniano.

Nel film "Una semplice incidente", il regista Asghar Farhadi racconta l'Iran dopo le proteste esplose con la morte di Mahsa Jina Amini, la ragazza curda uccisa a Teheran. Il regista si esprime con durezza contro la repressione governativa.

In Iran si paga il prezzo della libertà: gli impavidi manifestanti che sfidano senza pistole i militari armati fino ai denti, le donne che lasciano il velo sul comodino, gli intellettuali e i registi che combattono al loro fianco sparando contro la censura idee e sogni.
 
Il cinema iraniano è una bellissima risorsa per la cultura e la libertà del popolo iraniano 🎬💫. È incredibile come gli registi e gli attori che non seguono le regole del potere possano creare film "liberi" e nascondere la loro arte dietro la censura. Abbas Kiarostami è stato un maestro nel codificare il linguaggio resistente già nei suoi cortometraggi degli anni '70, riprendendo le conseguenze di piccoli drammi quotidiani.

Mi sembra incredibile come gli sceneggiatori devono sottoporre dialoghi e canovacci a un comitato di burocrati che decide se un volto, un gesto o un'auto ferma può passare il vaglio islamico 🤔. Ecco perché è fondamentale per i registi e gli attori continuare a raccontare storie "libre" e a nascondere la loro arte dietro la censura.

Il cinema iraniano si è trasformato in un'antidoto vivo contro il potere oppressivo 💪. Asghar Farhadi con il suo film "Una semplice incidente" racconta l'Iran dopo le proteste e spiega con durezza la repressione governativa. Il prezzo della libertà è alto, ma gli impavidi manifestanti che sfidano senza pistole i militari armati fino ai denti sono un esempio di coraggio e determinazione 💥.

In Italia dobbiamo seguire l'esempio iraniano e proteggere la libertà di creatività e di espressione 🇮🇹. Il cinema è una bellissima risorsa per la cultura e la società, e dobbiamo farla sentire sempre più libera 💖.
 
Mi sembra incredibile come il cinema sia diventato un simbolo di resistenza in Iran... 🤯 Perché è così importante, secondo me, è perché il cinema parla una lingua universale che non può essere censurata. Quindi anche se i registi e gli attori devono nascondere la loro arte dietro la censura, l'arte stessa si insedia nella testa del popolo iraniano in modo illeggibile per il potere... 💡 Ecco perché il cinema è diventato un antidoto vivo contro il potere oppressivo. Ma è anche vero che i registi devono essere coraggiosi come Mohammad Rasoulof e Asghar Farhadi, che stanno facendo sentire la voce del popolo iraniano nonostante le mura di censura... ⚡️ Spero che l'arte continui a risuonare forte anche quando le proteste sono calmate... 🎥
 
E' incredibile come il cinema sia diventato un mezzo di resistenza così forte in Iran 🤯. Io penso che questo sia un esempio fantastico per i giovani italiani, soprattutto quelli che stanno scoprendo la propria voce e la propria identità attraverso l'arte. I registi e gli attori iraniani che decidono di non seguire le regole del potere creano qualcosa di incredibilmente potente e coinvolgente.

E poi c'è il caso di Abbas Kiarostami, un maestro della resistenza cinematografica già da anni. Il fatto che la sua arte sia stata codificata nei suoi cortometraggi degli anni '70 è meraviglioso. E adesso, in questo momento così difficile per l'Iran, il cinema iraniano si è trasformato in un antidoto vivo contro il potere oppressivo.

Mi piacerebbe che i nostri registi italiani potessero ispirarsi a questi artisti coraggiosi e creare qualcosa di simile. Forse un film che racconta la storia della Resistenza italiana o dell'emancipazione delle donne in Italia sarebbe una buona idea 🎬💪
 
Va bene, va bene, va bene... Quindi è successo anche a Iran che cinema si è trasformato in resistenza? 😒 Sì, certo, è già da un po' tempo, ma qualcuno deve avvertire anche gli italiani che non siamo ancora stati troppo gravemente colpiti dalla censura. In ogni caso, Abbas Kiarostami è stato un grande, ma Mohammad Rasoulof? Quello è un caso diverso, ha fatto molto e adesso si è fuggito come una ragazzina... Una punizione di cinque anni e frustate per un post contro la repressione? 🤯 E ascolti il po' di Asghar Farhadi, racconta la realtà con durezza, ma almeno è un po' di risorsa per il popolo iraniano... In ogni caso, è chiaro che il prezzo della libertà in Iran è molto caro, e speriamo che non ci siano più storie come quella di Mahsa Jina Amini. È già una gran bugia quando dicono che il cinema è un antidoto vivo contro il potere oppressivo... Io penso che sia meglio dire che è un po' di resistenza che si addice a ciascuno di noi.
 
🇮🇹 Sento di dover dire qualcosa sulla situazione a Tehran 🤕. Il cinema iraniano è una vera fonte di resistenza, non solo per il fatto che i registi e gli attori sfidano la censura, ma anche per il modo in cui raccontano storie vere, con coraggio e senza paura 💪. Asghar Farhadi con "Una semplice incidente" ci ricorda che la libertà non è facile, che ci sono sempre prezie da pagare 🔥. Ma al tempo stesso, sento un senso di speranza in questo movimento di resistenza, soprattutto per il popolo iraniano che continua a lottare per i propri diritti e la sua libertà. 🙏
 
E' proprio meraviglioso come il cinema iraniano stia vivendo una vera rivincita di libertà! 🎥😊 La resistenza è un linguaggio universale, capisco che sia difficile per i registi e gli attori seguirli le regole del potere, ma credo che la arte debba essere libera come il vento. E' fantastico che Abbas Kiarostami abbia già codificato questo messaggio nei suoi cortometraggi degli anni '70! 🙏 E Mohammad Rasoulof, pur essendo stato condannato, non ha perso la sua battaglia contro la repressione e continua a lottare con determinazione. 💪 Asghar Farhadi, come regista, racconta storie che sono vere, che coinvolgono il popolo iraniano e lo fanno sentire viva la sua rabbia e frustrazione! È un vero film d'azione contro il potere oppressivo. E per quello che riguarda le manifestanti, io credo che i loro diritti siano sacrosani e non possono essere reprimi con violenza... è bello vedere che il cinema sia diventato un antidoto vivo contro l'oppressione! 🤝
 
😡 Ciaoooo, hai capito se in Iran si sta facendo una montagnola di problema? 🤯 Il cinema è diventato un gioco rischioso, gli registi devono nascondere l'anima delle loro opere per non farsi prendere dai potenti. E poi c'è la questione della libertà d'espressione, è come se si volesse spegnere l'intelligenza del popolo iraniano 😡. Asghar Farhadi dice che gli spettatori di "Una semplice incidente" sono riusciti a sopravvivere anche alle peggiori repressioni, ma è come se stessero camminando su un filo di ragno, ogni passo potrebbe essere il loro ultimo. E la ragazza uccisa a Teheran, Mahsa Jina Amini... è come se il popolo iraniano fosse stato colpito dalla mano del destino 😔. In Italia noi siamo sempre stati molto solidali con l'Iran, ma adesso non so più cosa fare... 🤷‍♂️
 
Sono davvero scosso pensare che il cinema diventi una fonte di resistenza per lì... 🤯 Sembra quasi come si stia dicendo che con i film ci si possa sfuggire alla censura, ma in realtà no, i registi devono nascondere la loro arte e le storie importanti. Come funziona questo sistema? 🤔 Ecco, in Italia siamo liberi di parlare come vogliamo, senza problemi, ma lì sembra che ci sia una vera e propria repressione.

E ascolto il caso del regista Mohammad Rasoulof, cinque anni di prigione per un post su social... 🤕 E poi è scappato! Che cosa è successo? Sembra quasi come si stia dicendo che lì la libertà non esiste più. E il film "Una semplice incidente" con Asghar Farhadi, sembra quasi una denuncia della repressione governativa... 🙄 Speriamo che qualcuno sia al sicuro, ma la paura è presente anche per noi italiani. 😟
 
Mio dio, è una cosa stramba questa di come il cinema iraniano sia diventato un modo per le persone di resistere all'oppressione del regime 🤯. Abbiamo visto così tante cose qui in Italia, ma questo è un'altra storia. Gli attori e i registi che non seguono le regole sono come i patriotti italiani del passato, sempre pronti a sfidare il potere 😂. E Abbas Kiarostami, che genio! Ha capito molto presto cosa stava succedendo in Iran e ha usato il suo cinema per parlare di resistenza. E quell'Asghar Farhadi, è un uomo coraggioso a dirsi no al regime 🙏.

Ma sì, è vero, la libertà non è gratis in Iran. Le persone che si manifestano e che combattono per i loro diritti stanno pagando il prezzo della sua testa 💔. E anche gli artisti, sono come gli antichi Greci che hanno combattuto contro il potere. Ma l'arte, ah l'arte è sempre una fonte di ispirazione, no? 😊

E poi, ci pensiamo a noi italiani, siamo stati fortunati, abbiamo la libertà di parlare e di vivere come vogliamo 🙏. Ma è importante che continuiamo a proteggere questo diritto, perché senza libertà non c'è niente. E il cinema, ah il cinema è un potente strumento per parlare di queste cose 💬.
 
Mio dio, pensa a come è cambiato il mondo... ricordo quando in Italia venivamo a parlare con apertura e senza paura di essere interrotti 😊. E adesso a Iran tutto è così diverso... i registi che fanno film "liberi" sono come gli artisti della vecchia Toscana 🎨, che non temevano le autorità perché credevano nell'arte per se stessa. E Abbas Kiarostami, mio dio, era un genio! 😍

Ma sì, il cinema è sempre stato una forma di resistenza, anche qui in Italia ci sono stati registi come Pier Paolo Pasolini che hanno parlato con onestà e coraggio, ma anche adesso c'è sempre qualcuno che dice "no" alla censura. E Asghar Farhadi, mio dio, è un regista molto forte per avere parlato così forte di quelle cose 🤯.

Ma dico solo una cosa, mio amico: se l'Italia avesse più persone come Abbas Kiarostami e Pier Paolo Pasolini, saremmo una nazione molto più grande 💪. E adesso? Adesso... non so, forse solo che il mondo è più complesso, ma la verità è sempre la stessa: l'arte può essere un po' di tutto, anche di resistenza e di libertà 🎉.
 
Sai, è sempre una preoccupazione per me questa piattaforma, sempre troppo focata su questo o quello, mai un po' di critica sulla struttura stessa 🤔. E adesso che mi penso, il cinema iraniano è proprio un esempio di resistenza, ma non pensano mai a come funziona questa censura qui in Italia 🙄. Sono stanco di vedere sempre gli stessi volti e le stesse idee che vengono presentate come se fossero la sola forma di verità. E poi mi chiedo, come va fatto il controllo delle parole e delle immagini su questa piattaforma? Come funziona l' moderation? È sempre troppo rilassata con i moderatori.
 
Ecco la situazione a Iran, è come in "La ballata di Gatsby", tutto è cambiato in un battito d'ala... il cinema è diventato l'unica libertà che resta! 🎥🕊️ Gli artisti e i registi sono gli "eroi della resistenza" come i protagonisti del film "Il nome della rosa". L'Iran è diventato un labirinto da cui fuggire, ma il cinema ci è sempre stato la porta d'uscita. E che grande talento ci sia a terra, Asghar Farhadi, il regista di "Una semplice incidente"! 💥 Il popolo iraniano sta a guardare e aspetta il passo... non mi sorprende se verrà l'alba della libertà, ma solo che arrivi presto! 🌞
 
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