"Il sistema sanitario italiano è in crisi, la mancanza di infermieri è una questione annosa che esplode con l'emergenza Covid. Negli ospedali italiani mancano almeno 60mila infermieri, secondo stime della Corte dei Conti. In media, ci sono 4,64 unità ogni mille abitanti, ben al di sotto degli altri Paesi europei.
La carenza di infermieri è una questione che tocca anche la qualità dell'assistenza: "è necessario investire sugli infermieri italiani, a partire dalla r'emunerazione, senza trascurare carriera e conciliazione dei tempi di vita e lavoro", sottolinea Andrea Bottega, segretario nazionale di Nursind.
Inoltre, gli stipendi degli infermieri sono tra i più bassi in Europa. "Siamo pagati il 20% in meno rispetto agli altri Paesi europei", sottiene Bottega.
Le previsioni per il futuro non sono incoraggianti: nel prossimo decennio è previsto un drastico calo di personale, senza un adeguato ricambio generazionale. Secondo i calcoli di Agenas, tra il 2026 e il 2035 almeno 78mila infermieri dipendenti del SSN raggiungeranno l'età pensionabile.
Per far fronte alla carenza, spesso si ricorre a infermieri provenienti dall'estero. Ma come gestire la formazione di questi professionisti? "Il problema della carenza non si risolve con interventi tampone", sottolinea Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi.
Il problema della qualità dell'assistenza sanitaria è una questione seria: secondo le stime di Fnopi, quasi 20 mila infermieri "non certificati" lavorano in Italia. È necessario istituire elenchi speciali per garantire conoscenza della lingua, verifica di competenze e requisiti formativi.
Nel 2025 hanno lasciato l'Italia per andare a lavorare all'estero circa 6 mila infermieri, il 33% in più rispetto al 2024. La richiesta di professionisti sanitari di origine straniera è aumentata: secondo l'Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM-Unione Medica Euromediterranea e Uniti per Unire, tra il primo gennaio 2023 e il 31 dicembre 2025 sono state circa 21.500 le richieste di professionisti sanitari di origine straniera."
La carenza di infermieri è una questione che tocca anche la qualità dell'assistenza: "è necessario investire sugli infermieri italiani, a partire dalla r'emunerazione, senza trascurare carriera e conciliazione dei tempi di vita e lavoro", sottolinea Andrea Bottega, segretario nazionale di Nursind.
Inoltre, gli stipendi degli infermieri sono tra i più bassi in Europa. "Siamo pagati il 20% in meno rispetto agli altri Paesi europei", sottiene Bottega.
Le previsioni per il futuro non sono incoraggianti: nel prossimo decennio è previsto un drastico calo di personale, senza un adeguato ricambio generazionale. Secondo i calcoli di Agenas, tra il 2026 e il 2035 almeno 78mila infermieri dipendenti del SSN raggiungeranno l'età pensionabile.
Per far fronte alla carenza, spesso si ricorre a infermieri provenienti dall'estero. Ma come gestire la formazione di questi professionisti? "Il problema della carenza non si risolve con interventi tampone", sottolinea Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi.
Il problema della qualità dell'assistenza sanitaria è una questione seria: secondo le stime di Fnopi, quasi 20 mila infermieri "non certificati" lavorano in Italia. È necessario istituire elenchi speciali per garantire conoscenza della lingua, verifica di competenze e requisiti formativi.
Nel 2025 hanno lasciato l'Italia per andare a lavorare all'estero circa 6 mila infermieri, il 33% in più rispetto al 2024. La richiesta di professionisti sanitari di origine straniera è aumentata: secondo l'Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM-Unione Medica Euromediterranea e Uniti per Unire, tra il primo gennaio 2023 e il 31 dicembre 2025 sono state circa 21.500 le richieste di professionisti sanitari di origine straniera."