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Un grande paese non ha amici, ma soltanto interessi. Questa frase è stata usata dal politologo francese Yves Mény, che parla delle relazioni tra la Francia e gli Stati Uniti. Secondo Mény, il problema non sono tanto le relazioni tra gli Stati Uniti e la Francia, ma piuttosto quelle tra Trump, che rappresenta solo una parte degli Stati Uniti, e l'Europa.
La Francia è stata "tormentata" dalle relazioni con gli Stati Uniti sin dal tempo di de Gaulle. È stato un periodo complesso, con alti e bassi, come durante la guerra in Iraq, dove la Francia ha preso una posizione ostile all'intervento iracheno. Normalmente le relazioni sono buone, ma il periodo gaullista ha lasciato delle tracce.
Oggi, si può dire che ci sono tracce di antiamericanismo che stanno riemergendo. La seconda elezione di Trump ha peggiorato le relazioni tra la Francia e gli Stati Uniti. Attualmente c'è un braccio di ferro tra Macron e Trump, con Macron che cerca di fermare Trump.
Macron cerca di trascinare l'Europa in una reazione comune, ma non è molto ottimista. Ci sono paesi come l'Italia che hanno interessi economici marginali con gli Stati Uniti e che vedono con un occhio positivo il ruolo protettore degli Usa. La Francia dovrà tutelare gli interessi commerciali più importanti con gli Stati Uniti, ma non credo che Macron riuscirà a convincere gli Stati Uniti ad usare lo strumento anti-coercizione contro Trump.
A un certo punto anche la Francia sarà costretta a cedere ai ricatti del presidente degli Stati Uniti. La maggior parte dell'opinione pubblica non accetterà di essere trattata in questo modo. La Francia manterrà una posizione di principio, assumendo un atteggiamento etico-morale per rifiutare che l'Europa diventi preda degli Stati Uniti.
Il politologo francese Yves Mény dice che Macron non è de Gaulle, ma credo che la Francia manterrà una posizione di principio. La Francia non accetterà di essere trattata come un alleato, ma piuttosto come un partner equo.
La Francia è stata "tormentata" dalle relazioni con gli Stati Uniti sin dal tempo di de Gaulle. È stato un periodo complesso, con alti e bassi, come durante la guerra in Iraq, dove la Francia ha preso una posizione ostile all'intervento iracheno. Normalmente le relazioni sono buone, ma il periodo gaullista ha lasciato delle tracce.
Oggi, si può dire che ci sono tracce di antiamericanismo che stanno riemergendo. La seconda elezione di Trump ha peggiorato le relazioni tra la Francia e gli Stati Uniti. Attualmente c'è un braccio di ferro tra Macron e Trump, con Macron che cerca di fermare Trump.
Macron cerca di trascinare l'Europa in una reazione comune, ma non è molto ottimista. Ci sono paesi come l'Italia che hanno interessi economici marginali con gli Stati Uniti e che vedono con un occhio positivo il ruolo protettore degli Usa. La Francia dovrà tutelare gli interessi commerciali più importanti con gli Stati Uniti, ma non credo che Macron riuscirà a convincere gli Stati Uniti ad usare lo strumento anti-coercizione contro Trump.
A un certo punto anche la Francia sarà costretta a cedere ai ricatti del presidente degli Stati Uniti. La maggior parte dell'opinione pubblica non accetterà di essere trattata in questo modo. La Francia manterrà una posizione di principio, assumendo un atteggiamento etico-morale per rifiutare che l'Europa diventi preda degli Stati Uniti.
Il politologo francese Yves Mény dice che Macron non è de Gaulle, ma credo che la Francia manterrà una posizione di principio. La Francia non accetterà di essere trattata come un alleato, ma piuttosto come un partner equo.