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Il progetto Future Combat Air System (Fcas) è morto, ufficialmente. La Francia e la Germania, i due partner fondatori dell'initiativa, hanno deciso di abbandonare il programma congiunto per la realizzazione di un jet da combattimento di sesta generazione. Il Fcas era stato annunciato nel 2017 insieme all'allora cancelliera Angela Merkel e aveva ricevuto promesse di sostegno finanziario dall'Unione europea.
Le controversie industriali, in particolare quelle tra Dassault e Airbus sulla leadership, la tecnologia e la condivisione del lavoro, hanno contribuito a spegnere il progetto. La Francia e la Germania avevano cercato di risolvere le loro divergenze fissando una scadenza al 17 dicembre 2025, ma i fatti hanno dato torto e una soluzione non è stata trovata.
La Germania si vuole sfilare e guarda ad un altro progetto, quello contrassegnato dalla sigla Global Combat Air Programme (GCAP), guidato da Italia, Regno Unito e Giappone. La Francia non demorde: sta facendo tutto il possibile per salvare questo programma.
Il cancelliere Friedrich Merz starebbe valutando diverse opzioni, tra cui separare i componenti già pensati per il Fcas per realizzare due caccia nazionali o abbandonare completamente il programma. La palla è nel campo tedesco e Macron sta lavorando per convincere Merz a rimanere con il progetto.
Il Consiglio europeo informale, in programma questa settimana, potrebbe essere l'occasione per discutere del futuro del Fcas. Il presidente Macron ha già scritto al cancelliere Merz per chiedere chiarimenti sul programma e i due leader potrebbero affrontare la questione a margine della trattativa.
La crisi del Fcas è un segnale importante per l'Europa che sta cercando di affrancarsi dalla potenza militare degli Stati Uniti. La mancata risoluzione delle controversie industriali e le divergenze politiche tra i partner hanno contribuito a spegnere il progetto, lasciando una scia di incertezza sulla capacità dell'Unione europea di sviluppare un'arma militare autonoma.
Le controversie industriali, in particolare quelle tra Dassault e Airbus sulla leadership, la tecnologia e la condivisione del lavoro, hanno contribuito a spegnere il progetto. La Francia e la Germania avevano cercato di risolvere le loro divergenze fissando una scadenza al 17 dicembre 2025, ma i fatti hanno dato torto e una soluzione non è stata trovata.
La Germania si vuole sfilare e guarda ad un altro progetto, quello contrassegnato dalla sigla Global Combat Air Programme (GCAP), guidato da Italia, Regno Unito e Giappone. La Francia non demorde: sta facendo tutto il possibile per salvare questo programma.
Il cancelliere Friedrich Merz starebbe valutando diverse opzioni, tra cui separare i componenti già pensati per il Fcas per realizzare due caccia nazionali o abbandonare completamente il programma. La palla è nel campo tedesco e Macron sta lavorando per convincere Merz a rimanere con il progetto.
Il Consiglio europeo informale, in programma questa settimana, potrebbe essere l'occasione per discutere del futuro del Fcas. Il presidente Macron ha già scritto al cancelliere Merz per chiedere chiarimenti sul programma e i due leader potrebbero affrontare la questione a margine della trattativa.
La crisi del Fcas è un segnale importante per l'Europa che sta cercando di affrancarsi dalla potenza militare degli Stati Uniti. La mancata risoluzione delle controversie industriali e le divergenze politiche tra i partner hanno contribuito a spegnere il progetto, lasciando una scia di incertezza sulla capacità dell'Unione europea di sviluppare un'arma militare autonoma.