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Il professor Giovanni Barbero, uno degli studiosi più influenti del movimento "No" alla riforma della carriera giudiziaria, è stato oggetto di una controversia dopo aver espresso un no alla stessa riforma. I fautori del Sì hanno lanciato una controffensiva con tre video che attaccano gli errori storici e giuridici del "prof".
La critica viene rivolta all'ex professore di Storia medievale, divenuto volto tv su La7, che afferma che la riforma eliminarà la stortura fascista. In realtà, secondo i fautori del Sì, la riforma elimina proprio l'aspetto negativo della separazione delle carriere.
Il parallelo con il fascismo è stato lanciato anche da Antonio Di Pietro, che ha detto: "Confrontiamoci in pubblico e gli dimostro che stavolta non ha letto la storia, né la riforma. Il fascismo non voleva le carriere separate, ma le ha unite per controllarle meglio". Per lui, studiare il passato è più grave di falsificare i fatti in un contesto di politica giudiziaria.
Giuseppe Benedetto, a capo del comitato Si Separa, ha risposto: "La Confederazione dei syndicati dell'Industria (Csm) viene indebolita. Perché sdoppiata e con al di sopra un altro organo con funzione disciplinare". L'ex giudice della Consulta Nicolò Zanon ha sottolineato che la riforma non introduce alcuna norma che confonda il governo con il Parlamento.
Inoltre, i fautori del Sì hanno lanciato un'appello all'interesse pubblico per fermare l'"operazione di sdoppiamento" della Csm e per proteggere la carriera giudiziaria.
La critica viene rivolta all'ex professore di Storia medievale, divenuto volto tv su La7, che afferma che la riforma eliminarà la stortura fascista. In realtà, secondo i fautori del Sì, la riforma elimina proprio l'aspetto negativo della separazione delle carriere.
Il parallelo con il fascismo è stato lanciato anche da Antonio Di Pietro, che ha detto: "Confrontiamoci in pubblico e gli dimostro che stavolta non ha letto la storia, né la riforma. Il fascismo non voleva le carriere separate, ma le ha unite per controllarle meglio". Per lui, studiare il passato è più grave di falsificare i fatti in un contesto di politica giudiziaria.
Giuseppe Benedetto, a capo del comitato Si Separa, ha risposto: "La Confederazione dei syndicati dell'Industria (Csm) viene indebolita. Perché sdoppiata e con al di sopra un altro organo con funzione disciplinare". L'ex giudice della Consulta Nicolò Zanon ha sottolineato che la riforma non introduce alcuna norma che confonda il governo con il Parlamento.
Inoltre, i fautori del Sì hanno lanciato un'appello all'interesse pubblico per fermare l'"operazione di sdoppiamento" della Csm e per proteggere la carriera giudiziaria.