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Il fotografo Jaafar Ashtiyeh, 57 anni, è un veterano della guerra in Cisgiordania. Per trent'anni lavora per Afp, scattando le immagini più drammatiche del conflitto. La sua macchina fotografica è il suo corpo e la sua anima.
Ogni anno, durante la stagione delle olive, i coloni israeliani minacciano e aggrediscono fisicamente i raccoglitori palestinesi. Quest'anno è stato particolarmente sanguinoso. Anziani, donne, picchiati, minacciati, feriti... e uccisi. Ashtiyeh racconta di aver visto abbastanza morte per non riconoscerla più.
Per decenni, Jaafar Ashtiyeh ha fotografato il conflitto della sua terra. Un film di violenza e sofferenza. Ma anche di speranza. Anche se la guerra gli lascia segni sulla pelle e nell'anima, non può fare a meno di tornare al campo per scattare le sue immagini.
Il suo lavoro è un'ossessione. La sua vita è un ciclo di violenza e sofferenza, ma anche di speranza e riconoscimento. Ashtiyeh si sente vivo solo quando scatta le sue foto. Eppure, ogni volta che si avvicina al campo, gli viene il sospetto che potrebbe essere il giorno della sua morte.
Ashtiyeh racconta di aver ricevuto minacce contro la sua vita e alla sua famiglia. Ma non può evitare di tornare al campo per scattare le sue immagini. La sua macchina fotografica è il suo corpo e la sua anima.
Il fotografo Jaafar Ashtiyeh, 57 anni, è un veterano della guerra in Cisgiordania. Per trent'anni lavora per Afp, scattando le immagini più drammatiche del conflitto. La sua macchina fotografica è il suo corpo e la sua anima.
Ogni anno, durante la stagione delle olive, i coloni israeliani minacciano e aggrediscono fisicamente i raccoglitori palestinesi. Quest'anno è stato particolarmente sanguinoso. Anziani, donne, picchiati, minacciati, feriti... e uccisi. Ashtiyeh racconta di aver visto abbastanza morte per non riconoscerla più.
Per decenni, Jaafar Ashtiyeh ha fotografato il conflitto della sua terra. Un film di violenza e sofferenza. Ma anche di speranza. Anche se la guerra gli lascia segni sulla pelle e nell'anima, non può fare a meno di tornare al campo per scattare le sue immagini.
Il suo lavoro è un'ossessione. La sua vita è un ciclo di violenza e sofferenza, ma anche di speranza e riconoscimento. Ashtiyeh si sente vivo solo quando scatta le sue foto. Eppure, ogni volta che si avvicina al campo, gli viene il sospetto che potrebbe essere il giorno della sua morte.
Ashtiyeh racconta di aver ricevuto minacce contro la sua vita e alla sua famiglia. Ma non può evitare di tornare al campo per scattare le sue immagini. La sua macchina fotografica è il suo corpo e la sua anima.
Il fotografo Jaafar Ashtiyeh, 57 anni, è un veterano della guerra in Cisgiordania. Per trent'anni lavora per Afp, scattando le immagini più drammatiche del conflitto. La sua macchina fotografica è il suo corpo e la sua anima.