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Il futuro dei Giochi olimpici in una Italia sempre più calda. Il clima è cambiato e non ha più spirito olimpico.
Oggi, davanti al Palazzo della Triennale di Milano, un'orsona polare con gli sci ai piedi mangia un gelato seduta su un iceberg. È la scultura monumentale di Jacopo Allegrucci che fa la sua comparsa nei giorni scorsi.
L'orso polare è minacciato dalla perdita di habitat a causa del cambiamento climatico. L'aumento delle temperature comporta uno scioglimento sempre maggiore delle calotte glaciali. Un grande cacciatore dei ghiacci, l'orso ha iniziato ad adattarsi al cambiamento e sposta la sua attenzione su prede terrestri come la renna o il tricheco.
Anche le attività umane devono adattarsi al cambiamento climatico. Gli stessi Giochi olimpici sono una vetrina della nostra economia dello sport invernale che fa ormai pesantemente i conti con la cronica mancanza di neve. Bisogna sempre più produrre artificialmente, anche nelle località situate ad altitudini maggiori.
L'ermellino, altra mascotte dei Giochi, ha tra le caratteristiche una metamorfosi del colore del manto in estate e inverno, per mimetizzarsi nella neve. Ma il venir meno della neve, rischia di sortire l'effetto contrario: un piccolo mammifero tutto bianco che si muove su prati e sterrati diventa facilmente identificabile.
I Giochi sono un momento di confronto agonistico all'insegna dello spirito olimpico. Ma è evidente che gli sport invernali come li abbiamo conosciuti fino a qualche anno fa, incontreranno sempre più ostacoli climatici negli anni a venire.
Molte stazioni sciistiche prosperano già anche a quote non particolarmente elevate e hanno abbandonato le piste. Il futuro dell'economia di montagna è una questione che si sta facendo sempre più sentire: sarà davvero in grado adattarsi alle mutate condizioni?
Oggi, davanti al Palazzo della Triennale di Milano, un'orsona polare con gli sci ai piedi mangia un gelato seduta su un iceberg. È la scultura monumentale di Jacopo Allegrucci che fa la sua comparsa nei giorni scorsi.
L'orso polare è minacciato dalla perdita di habitat a causa del cambiamento climatico. L'aumento delle temperature comporta uno scioglimento sempre maggiore delle calotte glaciali. Un grande cacciatore dei ghiacci, l'orso ha iniziato ad adattarsi al cambiamento e sposta la sua attenzione su prede terrestri come la renna o il tricheco.
Anche le attività umane devono adattarsi al cambiamento climatico. Gli stessi Giochi olimpici sono una vetrina della nostra economia dello sport invernale che fa ormai pesantemente i conti con la cronica mancanza di neve. Bisogna sempre più produrre artificialmente, anche nelle località situate ad altitudini maggiori.
L'ermellino, altra mascotte dei Giochi, ha tra le caratteristiche una metamorfosi del colore del manto in estate e inverno, per mimetizzarsi nella neve. Ma il venir meno della neve, rischia di sortire l'effetto contrario: un piccolo mammifero tutto bianco che si muove su prati e sterrati diventa facilmente identificabile.
I Giochi sono un momento di confronto agonistico all'insegna dello spirito olimpico. Ma è evidente che gli sport invernali come li abbiamo conosciuti fino a qualche anno fa, incontreranno sempre più ostacoli climatici negli anni a venire.
Molte stazioni sciistiche prosperano già anche a quote non particolarmente elevate e hanno abbandonato le piste. Il futuro dell'economia di montagna è una questione che si sta facendo sempre più sentire: sarà davvero in grado adattarsi alle mutate condizioni?