VoceDiRagusa
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"La liberazione è una grande gioia, ma anche una profonda preoccupazione per Alberto Trentini e la sua famiglia". Il cooperante del Lido di Venezia, che era stato fermato il 15 novembre scorso in Venezuela con accuse mai formalizzate, è finalmente libero dopo 423 giorni di prigionia.
La famiglia di Alberto Trentini ha espresso la sua gratitudine a tutti coloro che hanno lavorato per la sua liberazione, "sia in visibilità che in invisibilità", come sostiene il suo legale, l'avvocata Alessandra Ballerini. "Questi mesi di prigionia hanno lasciato ferite difficilmente guaribili sia per Alberto che per noi che lo amiamo", ha spiegato la Ballerini.
La famiglia di Trentini chiede ora rispetto del loro silenzio e della loro riservatezza, poiché "ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità". Oggi vogliono solo pace. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato per la sua liberazione.
Il caso di Alberto Trentini è stato affrontato con una lunga pressione diplomatica, che ha finalmente portato al contatto con il governo venezuelano. Il viceministro degli Esteri italiano Edmondo Cirielli ha definito questa soluzione "un passo in avanti frutto di un lungo lavoro di mediazione diplomatica".
La famiglia di Alberto Trentini ha espresso la sua gratitudine a tutti coloro che hanno lavorato per la sua liberazione, "sia in visibilità che in invisibilità", come sostiene il suo legale, l'avvocata Alessandra Ballerini. "Questi mesi di prigionia hanno lasciato ferite difficilmente guaribili sia per Alberto che per noi che lo amiamo", ha spiegato la Ballerini.
La famiglia di Trentini chiede ora rispetto del loro silenzio e della loro riservatezza, poiché "ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità". Oggi vogliono solo pace. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato per la sua liberazione.
Il caso di Alberto Trentini è stato affrontato con una lunga pressione diplomatica, che ha finalmente portato al contatto con il governo venezuelano. Il viceministro degli Esteri italiano Edmondo Cirielli ha definito questa soluzione "un passo in avanti frutto di un lungo lavoro di mediazione diplomatica".